Allergia crociata ai pollini

Si parla di allergia crociata ai pollini quando i soggetti allergici manifestano allergia anche a determinati alimenti durante il periodo di fioritura.
Allergia crociata ai pollini

Le persone allergiche ad alcune specie di pollini possono manifestare disturbi anche dopo l’ingestione di alcuni alimenti. Si tratta di una reazione allergica crociata tra pollini e alimenti che in medicina è nota come sindrome orale allergica (SOA). Nella maggioranza dei casi si limita a irritazione delle labbra e della bocca con sensazione di prurito al palato; in certi casi, può arrivare, nei soggetti predisposti, a scatenare gravi problemi respiratori, ovvero un attacco asmatico.

La raccomandazione principale per le persone già allergiche ai pollini, specie i bambini, rimane quella di evitare di consumare gli alimenti potenzialmente responsabili della SOA, durante il periodo di pollinazione. L’allergia ai pollini ha andamento tipicamente stagionale e i disturbi si manifestano solo nel periodo dell’anno che corrisponde alla fioritura della pianta a cui il polline appartiene.

Le più frequenti sono le allergie alle graminacee, erbe la cui fioritura avviene nel periodo da fine aprile a fine settembre; ma negli ultimi tempi si è visto un progressivo aumento delle allergie ai pollini di altre specie vegetali. Sono, infatti, ultimamente più diffuse le allergie alle piante “a fioritura precoce”, da gennaio a marzo, come betulla e nocciolo.

Tra le altre allergie alle piante vanno ricordate anche l’ambrosia e il carpino, la cui allergia si è andata diffondendo a partire dalle zone vicino agli aeroporti, dove l’erba è stata trasportata dal vento.

I pazienti già sofferenti di allergie ai pollini devono scrupolosamente rispettare le cure farmacologiche prescritte dal medico anche quando sopraggiunge la SOA.

Per tutte le persone allergiche ai pollini, la dieta va attentamente pianificata da un professionista e si basa sull’esclusione degli alimenti che possono scatenare una reazione crociata. Però, siccome non tutte le persone allergiche ai pollini hanno sicuramente anche un’allergia crociata agli alimenti e poiché gli alimenti scatenanti sono diversi per ogni singola persona, è necessario che sia il professionista a indicare caso per caso quale dieta seguire, per limitare il rischio di carenze nutrizionali, specie di vitamine e minerali.

Tenendo ben presente che circa ¼ delle persone allergiche ai pollini può manifestare allergie anche ad alcuni alimenti, ecco un elenco generale delle piante i cui pollini danno allergia e degli alimenti da evitare perché possono dare una reazione crociata:

PIANTE ALIMENTI CHE POSSONO DARE ALLERGIA CROCIATA
Betullacee mela, pera, nespola, albicocca, ciliegia, pesca, prugna, mandorla, lampone, fragola, kiwi, banana, finocchio, sedano, prezzemolo, carota, patata, noce, nocciola, arancia, grano, segale, pepe verde.
Composite cucurbitacee (melone, anguria, zucca), camomilla, cicoria, tarassaco, girasole, margarina, miele, anice, prezzemolo, sedano, finocchio, cumino, coriandolo, castagna, carota, banana, mela, pistacchio, olio di girasole, margarine, dragoncello, lattuga, miele di girasole, miele di tarassaco.
Assenzio e Ambrosia sedano, melone, anguria, banana, carote.
Graminacee frumento, melone, anguria, pesca, albicocca, mela, ciliegia, prugna, mandorla, solanacee (pomodoro, patata, melanzana), agrumi, arachidi, sedano, orzo, avena, kiwi, mais, riso, segale, bietole.
Parietaria gelso, ortica, basilico, piselli, melone, ciliegia, arachidi, soia, fagiolo, pistacchio, patata.

Le persone allergiche ai pollini devono tenere sottomano un calendario delle fioriture, detto calendario dei pollini, di solito realizzato da enti sanitari locali (ASL) che fornisce i dati aggiornati in tempo reale sulla concentrazione dei pollini nelle varie zone.

È meglio non piantare nel giardino di una persona allergica le piante con pollini trasportati dal vento, come cipresso, betulla, nocciolo, carpino, ontano, olivo, faggio, preferendo quelle con impollinazione mediata da insetti, come tiglio, ippocastano, robinia.

Va ricordato che il pelo degli animali domestici può trasportare i pollini e quindi bisogna fare attenzione a tenere cani e gatti nello stesso ambiente in cui si trova un bambino o una persona allergica ai pollini che abbiano già manifestato problemi respiratori.

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