Nutrizione e genoma

Nutrigenetica e nutrigenomica, due nuove approcci per una nutrizione clinica sempre più personalizzata
nutrizione e genoma

Negli ultimi quindici anni, nel vasto campo delle scienze dell’alimentazione, sono apparse e hanno rapidamente preso piede la nutrigenomica e la nutrigenetica.
La nutrigenetica studia il modo in cui ognuno di noi, che ha un DNA diverso dagli altri, reagisce alle molecole presenti nei cibi, ossia come la dieta possa influenzare la trascrizione genetica, l’espressione proteica ed il metabolismo.
La nutrigenomica è la scienza che studia il rapporto fra genoma (patrimonio genetico individuale o DNA) e dieta.
A queste discipline si associa la nutraceutica che si occupa dello studio degli alimenti funzionali, ossia di quegli alimenti che manifestano un’azione preventiva ed a volte curativa nei riguardi di diverse patologie, migliorando in generale lo stato di salute.
Nella nutrigenomica i nutrienti sono visti come segnali che dicono all’organismo come comportarsi. Le cellule di quest’ultimo rispondono a questi segnali, modificando l’espressione dei geni, che condiziona una differente sintesi proteica e quindi lo stesso metabolismo.
Da una parte si ha quindi la costituzione primaria rappresentata dall’informazione contenuta all’interno del proprio DNA (genotipo), dall’altra si attua una interazione attiva e passiva con l’ambiente (stile di vita, nutrizione, abitudini voluttuarie, stress…), che porta all’espressione finale delle proprie personali e peculiari caratteristiche (fenotipo).
In questo contesto si è assistito ad un’evoluzione del concetto di nutrizione e di cibo, partendo dai concetti classici, consistenti nella prevenzione di patologie carenziali e nell’adeguatezza dell’alimentazione di base, alla promozione di uno stato di benessere e salute e di riduzione del rischio di malattia.

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