Chetogenesi anti COVID

La chetogenesi limita l'esacerbazione di COVID indotta dall'invecchiamento in un modello murino

La dieta chetogenica potrebbe mitigare la gravità del Covid-19 che si manifesta negli anziani.

L’aumento dell’età è in effetti il più forte predittore del rischio di gravità del COVID-19.
La tempesta di citochine insieme a una risposta immuno-metabolica ridotta porta alla più alta mortalità negli anziani infettati da SARS-CoV-2.

Per indagare su come l’invecchiamento compromette la difesa contro COVID-19, un folto gruppo di ricercatori ha sviluppato un modello di infezione murina naturale da beta coronavirus (mCoV) con ceppo MHV-A59 (mCoV-A59) del virus dell’epatite murina che raggruppa la maggior parte delle caratteristiche cliniche di COVID-19.

Lo studio

I topi anziani con infezione da mCoV-A59 hanno aumentato la mortalità e una maggiore infiammazione sistemica nel cuore, nel tessuto adiposo e nell’ipotalamo, inclusa la neutrofilia e la perdita di cellule T γ nei polmoni.
Ebbene, sottoposti a dieta chetogenica, i topi hanno aumentato il beta-idrossibutirrato (come atteso) e le cellule T γδ protettive dei tessuti. Inoltre, l’inflammasoma è risultato disattivato e sono diminuiti i monociti patogeni nei polmoni dei topi anziani infetti.

Questi dati sottolineano da un lato il valore del modello mCoV-A59 per testare il meccanismo del Covid e dall’altro stabiliscono il controllo del checkpoint immuno-metabolico da parte della chetosi come potenziale trattamento contro COVID-19 negli anziani.


mar 1 dicembre 2020
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