Allergia alle muffe

L’allergia alle muffe è una reazione avversa alle spore prodotte dai funghi, che sono trasportate facilmente nell’aria, soprattutto in ambienti umidi.
Allergia alle muffe

Le muffe sono un tipo di funghi, che possono proliferare in diversi luoghi e superfici. Le spore, con le quali esse solitamente si riproducono, possono scatenare una reazione allergica. Queste particelle allergizzanti hanno dimensioni inferiori rispetto a quelle dei pollini e, come questi, possono essere facilmente trasportate dal vento.

Le muffe proliferano soprattutto durante l’estate e l’autunno, quando il clima è più caldo e umido, ma vengono aerodisperse durante tutto l’anno e, per questa ragione, possono causare allergie in qualunque momento.

Le muffe si ritrovano comunemente nell’ambiente domestico, specialmente se umido, sia all’interno che all’esterno.

All’interno si rinvengono principalmente su alimenti non adeguatamente conservati, su indumenti di lana, su pareti e pavimenti umidi, su carta da parati, sul terriccio e sulle foglie di piante ornamentali, nei sistemi di condizionamento dell’aria, negli umidificatori. Sono indicativi della presenza di muffe le perdite di acqua e le chiazze di muffa sui muri, la condensa sui vetri, l’odore di muffa.

All’esterno delle abitazioni si ritrovano principalmente sul suolo e su materiale organico in decomposizione (frutta, legno, cereali, foglie ecc.). Si possono trovare in grandi quantità in determinati ambienti di lavoro come caseifici, salumifici, cartiere, stalle, silos, magazzini, vivai e serre, e nelle industrie farmaceutiche.

Le condizioni ottimali per il loro sviluppo sono costituite da una temperatura compresa tra i 18°C e i 32°C e da un’umidità superiore al 65%.

In Italia la muffa più allergizzante è l’alternaria, seguita (a distanza) dal cladosporium.

Quando i soggetti suscettibili agli allergeni delle muffe inalano le spore può manifestarsi una sensibilizzazione allergica. Per definire la diagnosi, è necessario eseguire una serie di accertamenti, anche per identificare o escludere altri problemi.

L’allergia alle muffe si manifesta con gli stessi segni e sintomi che si verificano in altri tipi di allergie respiratorie: starnuti, naso chiuso, prurito al naso, gola e palato, congiuntivite (lacrimazione, arrossamento e prurito agli occhi). In alcune persone, l’esposizione ad alcune muffe può innescare sintomi tipici dell’asma, come: mancanza di respiro, oppressione toracica, sibili durante la respirazione, tosse secca, stizzosa e persistente.

Le muffe sono comunissime ed è pertanto impossibile impedire completamente un eventuale contatto. Non esiste un protocollo terapeutico per curare l’allergia alle muffe, ma una serie di farmaci sono in grado di alleviare i sintomi. Le muffe si trovano comunemente nell’ambiente domestico, anche all’interno del frigorifero; per questo motivo è opportuno eliminare dalla dieta gli alimenti conservati a lungo o ammuffiti, ed evitare quelli che contengono naturalmente muffe.

Sono da escludere:

  • funghi;
  • formaggi erborinati (gorgonzola, roquefort), formaggi a crosta fiorita (brie, camembert);
  • birra, vino, aceto, sottaceti;
  • crauti;
  • prodotti derivati della soia (salsa di soia, tofu, tempeh),
  • maionese, ketchup, panna acida;
  • carne e pesce affumicato.

Le spore fungine possono essere trasportate dall’aria anche a grande distanza. Tuttavia, esistono delle misure per limitare l’esposizione alle muffe, sia all’aperto che all’interno della propria abitazione.

Per limitare l’insorgenza dei sintomi allergici, può essere utile ricorrere a una serie di accorgimenti:

  • ricordare che la massima concentrazione di spore nell’aria si verifica alla fine dell’estate e all’inizio dell’autunno.
  • ricordare che alcune muffe sono disperse nell’aria nelle giornate secche e ventose, altre nelle giornate piovose. Limitare le uscite all’aria aperta in queste giornate e fare una doccia quando si rientra in casa per rimuovere le spore che si sono accumulate nei capelli;
  • evitare alcuni ambienti quali serre, negozi d’antiquariato, saune, che sono sorgenti di aumentata esposizione alle muffe;
  • evitare aree con presenza di vegetali in decomposizione;
  • evitare di fare passeggiate nei boschi o di spazzare foglie cadute da molto tempo. Evitare il contatto con cataste di legna, mucchi di foglie e vegetazione che marcisce;
  • evitare le attività all’aperto subito dopo un temporale, in presenza di nebbia od umidità o quando il valore della carica allergenica è elevato;
  • tenersi lontano da ambienti abitati solo occasionalmente, come le seconde case, e anche da cantine, stalle e serre.
  • indossare una mascherina protettiva sul naso e bocca mentre si praticano attività come rastrellare le foglie secche, restare a lungo all’interno di serre o tagliare il prato;
  • quando si soggiorna in casa, arieggiare frequentemente i luoghi in cui si osserva una crescita di muffe. Se c’è muffa in una stanza tenere le finestre aperte. Viceversa, per ridurre l’infiltrazione di spore tenere le finestre chiuse;
  • aumentare la ventilazione e ridurre l’umidità. Per i casi importanti di umidità (infiltrazioni, umidità ascensionale) rivolgersi a ditte specializzate. In alcune situazioni può essere utile l’uso di deumidificatori, ma i risultati non sono sicuri.
  • evitare tappeti e moquette.
  • fare attenzione alle carte ed alle stoffe da parati perché sono un luogo di crescita usuale delle muffe;
  • pulire spesso gli impianti di condizionamento dell’aria e cambiarne i filtri regolarmente.
  • usare l’aspirapolvere;
  • ridurre le piante in casa;
  • evitare libri e giornali;
  • evitare l’accumulo in casa di acqua stagnante;
  • se necessario usare un disinfettante per l’igiene della casa ad azione fungicida;
  • usare la candeggina al 5% (varechina) per la pulizia delle tende doccia e dei contenitori nel frigo. Candeggina può essere spruzzata, mescolata ad acqua e con uno spruzzatore, sulle chiazze di muffa sulle pareti;
  • eliminare alimenti conservati a lungo o ammuffiti;
  • Non mangiare alimenti che contengono naturalmente muffe.
Sei un operatore della salute?

Condividi su :