Obesità e sindrome metabolica

La sindrome metabolica è una condizione patologica associata all’obesità, caratterizzata da adiposità viscerale, dislipidemia, iperglicemia e ipertensione.
Sindrome metabolica

L’obesità

L’obesità è una grave malattia multifattoriale, caratterizzata da eccesso di peso e accumulo di tessuto adiposo che, se trascurata, nel lungo termine può comportare una serie di complicazioni:

  • respiratorie: asma bronchiale e insufficienza respiratoria;
  • osteoarticolari: artrosi e osteoporosi;
  • cardiache: insufficienza cardiaca, ipertensione;
  • vascolari: aterosclerosi, ipertensione arteriosa, infarto, ictus e insufficienza venosa periferica;
  • metaboliche: diabete e sindrome metabolica;
  • tumori: del seno e del colon.

Le cause principali dell’obesità che si possono correggere sono l’alimentazione in eccesso e la vita sedentaria. Per i fattori genetici e la familiarità, non modificabili, si tratta più che altro di una predisposizione, nella quale si può intervenire per ritardare le complicanze.

Per definire il peso ideale di una persona adulta si utilizza l’indice di massa corporea (IMC o BMI = Body Mass Index. Il BMI si utilizza per classificare una popolazione adulta in base al peso e si calcola dividendo il peso (in kg) per l’altezza (in metri) al quadrato.

I valori generali di riferimento del BMI per la popolazione italiana adulta sono:

  • ≤ 18,5: sottopeso
  • 18,6 – 24,9: normopeso
  • 25,0 – 29,9: sovrappeso
  • ≥ 30,0 obesità.

Attenzione però, il peso del corpo è la somma del peso delle ossa, dei muscoli, dell’acqua e del grasso. I valori del BMI non indicano come è distribuito il grasso corporeo. Bisogna tenere conto delle differenze legate al sesso, all’età e al tipo di attività fisica e lavorativa praticata.

Per esempio, a parità di BMI, le donne tendono ad avere più grasso corporeo sui fianchi e sulle cosce, rispetto agli uomini, che ne hanno di più sulle spalle e sul tronco, così come gli anziani rispetto ai giovani.  Per i bambini si usano i percentili di crescita. E ancora, chi ha un fisico sportivo potrà pesare di più grazie alla massa muscolare molto sviluppata, ma non per questo rientra nella categoria sovrappeso o obesità.

La sindrome metabolica

Col termine “sindrome metabolica”, detta anche Sindrome X o sindrome da insulino-resistenza, s’intende una combinazione di sintomi legati all’obesità, che influenza direttamente il rischio d’insorgenza di diabete di Tipo 2, malattie cardiovascolari e ictus.

Fattori genetici, ambientali, stile di vita e fattori dietetici “alimentano” il diabete e l’obesità. E alla base di tutte queste condizioni, che possono essere diversamente combinate nella sindrome metabolica, è presente l’insulino-resistenza: l’insulina prodotta dal pancreas è scarsa o non funziona così il glucosio non entra nelle cellule e rimane in circolo, aumentando la glicemia.

La sindrome metabolica viene diagnosticata quando una persona rientra in almeno 3 delle seguenti condizioni:

  • obesità addominale: circonferenza addominale superiore a 103 cm per gli uomini e 88 cm per le donne;
  • livelli elevati di trigliceridi nel sangue;
  • scarsi livelli di colesterolo HDL, colesterolo protettivo legato alle lipoproteine ad alta densità;
  • pressione arteriosa elevata;
  • iperglicemia a digiuno.

Curare l’obesità e la sindrome metabolica

L’unico metodo per curare l’obesità e la sindrome metabolica è quello di tenere sotto controllo il peso corporeo e tutti i parametri che possono essere alterati:

  • ridurre la glicemia;
  • ridurre l’ipertensione;
  • riportare il quadro lipidico entro valori desiderabili per contrastare il rischio cardiovascolare.

Non va trascurato l’importante contributo dell’attività fisica.

Oltre alla dieta, possono essere necessari farmaci specifici, sempre dietro prescrizione del medico: antipertensivi, ipoglicemizzanti, ipolipidemizzanti.

La dieta da adottare in caso di sindrome metabolica è la stessa che dovrebbe seguire una persona obesa e/o diabetica, naturalmente con una restrizione calorica adeguata e personalizzata.

In linea generale è utile:

  • aumentare il consumo settimanale di pesce;
  • aumentare il consumo quotidiano di frutta, ortaggi e verdure freschi e di alimenti contenenti fibre e scorie.

Alimenti consigliati

In caso di sindrome metabolica è bene aumentare il consumo di:

  • latte e derivati nelle versioni scremate (light);
  • pesce azzurro, merluzzo, nasello, orata, trota, sogliola;
  • carni bianche: pollo, tacchino, coniglio;
  • frutta fresca, ortaggi e verdure freschi di stagione, ricordando i più ricchi di vitamina K: noci fresche, fagioli, patate, spinaci, castagne fresche, cavoli di Bruxelles, kiwi, finocchi, indivia, carciofi, pomodori freschi;
  • cereali e farine integrali;
  • condimenti di natura vegetale da utilizzare a crudo: olio di oliva extravergine.

Alimenti da ridurre o da evitare

In presenza di obesità e sindrome metabolica è bene ridurre al minimo possibile o evitare:

  • sale da cucina;
  • alimenti contenenti grassi saturi: burro, salumi e insaccati, frattaglie, strutto e lardo
  • carni rosse e carni grasse;
  • condimenti di origine animale: burro, strutto, panna, mascarpone;
  • frattaglie;
  • cotture troppo elaborate: fritti, soffritti, stufati;
  • creme o salse a base di uova, untuose e troppo salate;
  • uova: 1-2 a settimana;
  • latte intero e derivati fermentati (formaggi e latticini): preferire il latte scremato e le versioni magre dei latticini (yogurt);
  • caffè, tè e bevande eccitanti in genere;
  • alcolici e superalcolici: 1 piccolo bicchiere di vino rosso a pasto è concesso solo se la glicemia è in buon controllo
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