Insufficienza renale

L’insufficienza renale è una condizione in cui i reni non svolgono più la loro funzione e si assiste ad alterazioni metaboliche.
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L’insufficienza renale è una condizione in cui i reni non svolgono più la loro funzione, che consiste nel filtraggio delle scorie metaboliche dal sangue (come creatinina e azoto ureico), nella regolazione dell’equilibrio idrico e dei livelli di elettroliti (sodio, potassio, calcio, fosfati) e di acido presenti nel sangue, e nella produzione di ormoni come l’eritropoietina. In presenza di insufficienza renale si assiste ad alterazioni a carico del metabolismo proteico, glucidico, lipidico, idroelettrolitico, calcio-fosforo e vitaminico.

Classificazione

Esistono due forme di insufficienza renale.

  • Quando l’insufficienza renale si sviluppa rapidamente, da poche ore a pochi giorni, viene definita come “acuta” ed è una condizione potenzialmente letale. Generalmente, se riconosciuta e trattata adeguatamente, può essere reversibile.
  • Quando invece l’insufficienza renale si sviluppa lentamente (nel corso di mesi o anni), viene definita come cronica.

La prevenzione dell’insufficienza renale deve essere attuata il più precocemente possibile, non appena una qualsivoglia nefropatia a carattere evolutivo si instauri. Occorre, quindi, iniziare precocemente un percorso di educazione alimentare.

La funzionalità renale viene classificata in più livelli sulla base della capacità di filtraggio glomerulare degli stessi reni. I livelli di funzione renale consentono di graduare la restrizione proteica proporzionalmente alla riduzione del filtrato glomerulare, e, in aggiunta, di abituare gradualmente il paziente a modificare la propria alimentazione.

I livelli di funzione renale:

Fase I Funzione renale normale in presenza di nefropatia evolutiva Creatininemia < 1.5 mg/dl
Fase II Insufficienza renale lieve Creatininemia tra 1.5 e 2.5 mg/dl
Fase III Insufficienza renale marcata Creatininemia tra 2.5 e 8 mg/dl
Fase IV Insufficienza renale molto marcata Creatininemia > 8 mg/dl

 

La Fase I viene definita “Fase di educazione alimentare” proprio per il suo aspetto educativo e propedeutico, oltre che terapeutico. Dalla Fase II alla Fase III e Fase IV la dietoterapia si prefigge gradualmente di controllare l’apporto delle proteine, del sodio, del fosforo e del potassio.

Alimentazione

Gli obiettivi nutrizionali di tutte le fasi sono quelle di prevenire e controllare:

  • il sovraccarico di lavoro dei reni mediante la riduzione dell’apporto proteico, che varia in funzione del grado di insufficienza renale. A tal fine, soprattutto a partire dalla Fase III, le proteine assunte dovranno essere di origine animale per garantire l’apporto ottimale di aminoacidi essenziali, mentre verranno ridotte le proteine non nobili – ossia quelle di pane, pasta e derivati – e sostituite con prodotti aproteici.
  • l’eventuale ipertensione arteriosa mediante la riduzione dell’apporto sodico. Viene consigliato di aggiungere 2g di NaCl nelle pietanze a cottura ultimata.
  • le eventuali dislipidemie presenti mediante il controllo lipidico e la riduzione degli acidi grassi saturi a favore di quelli insaturi.
  • l’eventuale osteodistrofia uremica, tipica dell’insufficienza renale cronica.

Indicazioni dietetiche generali

  • dieta iposodica, ipofosforica, ipoproteica con proteine ad alto valore biologico;
  • controllo del calcio con eventuale integrazione;
  • assunzione di pane, pasta e derivati aproteici (dalla Fase III e su indicazione medica);
  • pasti frazionati >=5/die con porzioni sotto la norma;
  • condimenti vegetali a crudo.

Alimenti sconsigliati

  • salse;
  • salamoie e alimenti conservati sotto sale;
  • alimenti inscatolati;
  • dati ed estratti;
  • aceto;
  • olive;
  • mostarda;
  • insaccati;
  • cioccolato;
  • creme;
  • dolci;
  • caffè;
  • frutta secca e oleosa;
  • legumi;
  • frattaglie;
  • cacciagione;
  • alcuni pesci: sgombro, tonno, baccalà;
  • alcuni ortaggi: prezzemolo, sedano, spinaci.
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