Dolcificare non basta!

L’uso dei dolcificanti
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Per mantenere il piacere del sapore dolce e allo stesso tempo ridurre l’apporto energetico, i soggetti con obesità sostituiscono comunemente lo zucchero con dolcificanti non nutritivi (NNS).

Il ragionamento è logico e i produttori di NNS ne hanno promosso l’uso aumentando il mercato globale a 5,5 miliardi di dollari nel 2014.

L’effetto di NNS sulla prevenzione e riduzione del peso è controverso e sono sorti gravi problemi di sicurezza: gli studi osservazionali indicano l’aumento di peso e gli studi interventistici il contrario.

La maggior parte degli studi si è concentrata sull’effetto sul peso corporeo, mentre le associazioni con lo stile di vita e la salute generale sono state meno studiate.

E’ stato appena pubblicato uno studio trasversale che comprendeva soggetti con obesità patologica (BMI ≥ 40 kg / m2 o ≥35 kg / m2 con comorbidità correlata all’obesità di cui sono stati raccolti i dati demografici, quelli sulla salute fisica e mentale e sulle abitudini alimentari e è stato prelevato un campione di sangue per le analisi.

Una unità di NNS è stata definita come 100 ml di bevande con 1 o 2 compresse / unità di dolcificanti (in genere caffè o tè).

Nello studio sono stati inclusi cento soggetti (donne / uomini 83/17, età media 44,3 anni (SD 8,5)). L’assunzione mediana di NNS è stata di 3,3 unità (range 0 – 43).

Ebbene, l’assunzione di NNS non era associata al BMI ma è stata associata a ridotta attività fisica, affaticamento, diarrea e benessere ridotto.

L’assunzione di NNS era associata con maggiore assunzione calorica, grassi, carboidrati, zucchero e sale e con assunzione ridotta delle vitamine A, C e D.

L’uso di bevande contenenti NNS è stato associato a uno stile di vita non salutare, a una riduzione della salute fisica e mentale e ad abitudini alimentari sfavorevoli, con un maggiore apporto energetico incluso lo zucchero e un ridotto consumo di alcune vitamine.

Quindi, inutile usare il dolcificante se poi si sgarra in tutto il resto!

 

Bigliografia : Winther R, Aasbrenn M, Farup PG

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