Aerofagia e meteorismo

L’aerofagia e il meteorismo sono condizioni gastrointestinali che presentano cause e sintomi in parte simili e in parte differenti. L’intervento alimentare prevede la riduzione nell’apporto di quegli alimenti che possono provocare o esacerbare i sintomi.
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L’aerofagia e il meteorismo sono due condizioni cliniche che interessano il tratto gastrointestinale inferiore e, sebbene entrambe provochino sintomi correlati ai gas intestinali, presentano alcune differenze.

Aerofagia

L’aerofagia, letteralmente “mangiare aria”, è un disturbo in cui viene ingerita aria frequentemente e in quantità tali da causare i relativi sintomi. Una parte dell’aria ingerita viene espulsa attraverso eruttazioni gastriche, mentre un’altra parte raggiunge l’intestino determinando distensione e gonfiore addominale. La sintomatologia può includere anche dolore addominale ed epigastrico, flatulenza e costipazione.

Può verificarsi sia negli adulti sia nei bambini. Le cause più frequenti sono il fumo eccessivo, l’uso costante della gomma da masticare, il reflusso gastroesofageo e le protesi dentali installate in maniera scorretta.

È frequente nei soggetti con disabilità mentale (es. ritardo mentale, Sindrome di Tourette), i quali spesso presentano episodi acuti e gravi che, in caso di ostruzione e difficoltà respiratorie, vengono gestiti con l’ausilio di un sondino nasogastrico per alleviare l’aria nello stomaco e sedativi per ridurre la deglutizione ripetuta dell’aria.

In generale, il trattamento dell’aerofagia si basa sul parere di medici esperti. La maggior parte dei pazienti ha sintomi cronici che possono essere controllati limitando l’uso di bibite gassate e mangiando lentamente. Inoltre, sono consigliate le tecniche cognitivo-comportamentali per prevenire la deglutizione d’aria.

Aerofagia

Il meteorismo (dal greco meteōrismós, che significa “sollevamento, gonfiore”) indica l’eccessiva presenza di gas nel tratto gastrointestinale, che si manifesta tramite gonfiore addominale.

È bene differenziare tra il gonfiore e la distensione addominale. Il primo riguarda la sensazione soggettiva di pienezza, presenza di gas e tensione a livello dell’addome. Di contro, la seconda fa riferimento ad un aumento visibile e oggettivo della circonferenza addominale.

Cause di gonfiore/distensione addominale

Il gonfiore e la distensione addominale possono verificarsi in modo isolato o insieme ad altri sintomi gastrointestinali. Possono riguardare soggetti con disturbi funzionali (come aerofagia, sindrome del colon irritabile, dispepsia non ulcerosa, gastroparesi, disturbi alimentari, stipsi cronica) o con disturbi organici (es. cancro ovarico, cancro del colon).

L’intolleranza alimentare è una causa comune di gonfiore/distensione addominale.  Di fatti, gli zuccheri non digeriti – a causa della carenza di enzimi in grado di scindere e assorbire i carboidrati (es. lattasi, sucrasi) – provocano effetti osmotici nel colon. Allo stesso modo, nella popolazione generale, diversi dolcificanti artificiali (polioli e sorbitolo) e fruttani possono essere malassorbiti e causare effetti analoghi.

Chi soffre di ipersensibilità viscerale (ad esempio, con Sindrome dell’Intestino Irritabile – IBS) ha maggiori probabilità di manifestare sintomi gastrointestinali a causa di soglie di sensibilità più basse in risposta alla distensione intestinale.

Alimentazione per gonfiore/distensione addominale

Per alleviare gonfiore/distensione addominale risulta necessario intervenire sulla causa. Per tanto, i consigli nutrizionali sono mirati alla condizione clinica. Di seguito alcuni esempi:

  • Aerofagia: mangiare lentamente, limitare il consumo di bibite gassate e ridurre l’uso della gomma da masticare e delle sigarette.
  • Stipsi: aumentare l’apporto di fibre alimentari (25 g/die per l’adulto, secondo le raccomandazioni LARN) e liquidi – sotto forma di acqua – in modo tale da assicurare un’adeguata massa fecale. La fibra è contenuta negli alimenti vegetali come ortaggi, frutta, legumi e cereali integrali. In condizioni di difficile risoluzione, per un breve periodo possono essere utilizzati lassativi sotto forma di integratori di fibre (es. crusca, psyllium), agenti emollienti (es. glicerina), agenti osmotici (es. sorbitolo) e agenti stimolanti (es. antrachinoni), oppure clisteri.
  • Disbiosi intestinale (es. IBS, Sovraccrescita Batterica Intestinale – SIBO): evitare o limitare gli alimenti contenenti carboidrati non assorbibili, ovvero i FODMAP (oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili) presenti in grano, latticini, aglio, cipolla e alcuni frutti.
  • Malattia celiaca, sensibilità al glutine non celiaca – NCGS e intolleranza al glutine: restrizione dietetica dei cibi contenenti glutine (cereali come frumento, farro, orzo, segale e kamut e relativi derivati), soprattutto nei pazienti con sintomi di allarme quali perdita di peso, anemia da carenza di ferro o associazione diretta dell’ingestione dell’alimento con sintomi gastrointestinali. In alcuni soggetti con NCGS sono i fruttani, piuttosto che il glutine, a causare i sintomi.
  • Intolleranza al lattosio: dieta a ridotto contenuto di lattosio (presente in latte, latticini e formaggi) oppure può essere utile l’uso di integratori di enzima lattasi preventivamente ad un pasto in cui potrebbe essere presente lo zucchero.
  • Popolazione generale: limitare l’assunzione di dolcificanti artificiali (sotto forma di dolcificanti in sé oppure nei biscotti e altri dolci “light”), bevande gassate (tipo cola, aranciata, acqua tonica) e cibi ricchi d’aria (frappè, panna montata, dolci molto lievitati, ecc.), alimenti ricchi di grassi (maionese, panna, burro, creme, fritti, ecc.). Anche alcuni nutrienti benefici, se consumati in eccesso, possono provocare sintomi gastrointestinali (es. la fibra contenuta in legumi, cereali, frutta e ortaggi, oppure i FODMAP).

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Bibliografia:

https://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-gastrointestinali/sintomi-dei-disturbi-gastrointestinali/sintomi-legati-ai-gas#Eziologia_v889306_it

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meteorismo, IOV Istituto Oncologico Veneto

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