Rene policistico e chetogenica

Uno studio randomizzato controllato
rene-policistico

La malattia renale policistica autosomica dominante ADPKD è una malattia ereditaria che coinvolge primariamente (ma non solo) la funzionalità renale. Colpisce 12,5 milioni di persone di ogni etnia nel mondo ed è caratterizzata da formazione di cisti renali che crescono in modo lento, graduale e costante, causando un progressivo aumento di volume del rene; questo processo si associa ad ipertensione, sensazione di ingombro addominale, dolore, episodi di sanguinamento delle cisti, calcolosi renale, infezione delle cisti, diminuzione della qualità della vita.

Gli interventi dietetici chetogenici (KDI) si sono dimostrati utili nei modelli animali di ADPKD.

Lo studio

KETO-ADPKD è uno studio esplorativo in 66 pazienti, randomizzati a un braccio KDI (dieta chetogenica [KD] o digiuno e acqua [WF]) o al gruppo di controllo. Il gruppo KD ha ricevuto una dieta a basso contenuto di carboidrati (CHO) e ricca di grassi, il gruppo sottoposto a digiuno e acqua di 3 giorni (WF) una volta al mese e un gruppo di controllo ha ricevuto consulenza dietetica di routine per i pazienti con ADPKD.

La durata della fase di intervento è stata di 3 mesi.

Entrambi gli interventi hanno indotto una chetogenesi significativa sulla base delle misurazioni dell’acetone nel sangue e nel respiro. Il 95% (KD) e l’85% (WF) dei pazienti hanno ritenuto che la dieta fosse stata fattibile.

La KD ha portato a riduzioni significative del grasso corporeo e del volume del fegato. Inoltre, la KD è risultata associata a un volume renale ridotto (anche se non raggiungeva la significatività statistica).

È interessante notare che il gruppo KD mostra un miglioramento della funzionalità renale alla fine del trattamento, mentre i gruppi di controllo e WF mostrano un progressivo declino, come è tipico nell’ADPKD.

Significato clinico

L’insufficienza renale è l’esito a lungo termine più rilevante nell’ADPKD e gli effetti del trattamento sulla funzionalità renale rappresentano il punto centrale di interesse per quanto riguarda le nuove terapie.

L’ADPKD è caratterizzata da una perdita lenta ma inesorabilmente progressiva della funzionalità renale. Sorprendentemente, non solo la diminuzione dell’eGFR è stata rallentata nel gruppo KD, ma la funzionalità renale è migliorata nel tempo.

Gli effetti acuti della KD sulla funzione renale nell’ADPKD potrebbero essere spiegati sia da una riduzione dell’infiammazione intrarenale che della pressione correlata alle cisti.  Considerando la perdita progressiva e solitamente inarrestabile della funzionalità renale nell’ADPKD e il fatto che l’unico trattamento disponibile rallenta il declino dell’eGFR solo del 26%–30%, i risultati di questo studio avrebbero una rilevanza clinica molto elevata se in futuro si potesse confermare un effetto modificante la malattia.

 

Bigliografia : Sadrija Cukoski, Christoph Heinrich Lindemann, Sita Arjune et al.

mar 27 febbraio 2024
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