Pnei e insufficienza renale: inibitore dell’infiammazione inverte il corso della malattia

Un approccio terapeutico mirato
La dieta per i reni grassi

La metodologia Pneisystem, di diagnosi e cura secondo le più innovative terapie integrate, in ambito di Pnei e insufficienza renale conosce da tempo il particolare ruolo dei mitocondri a livello dei nefroni nella genesi dell’insufficienza renale. Una grave infezione o lesione, così come malattie come l’ipertensione non controllata e il diabete, possono causare nefrite acuta o cronica che colpisce entrambi i reni. In particolare quando è cronica, i pazienti spesso finiscono in insufficienza renale e dialisi.

Obiettivo dello studio è fornire qualcosa al rene che riduca l’infiammazione e ripristini la funzione mitocondriale, aiutando i mitocondri ad essere un po’ più sani e le cellule renali a funzionare meglio. Per i loro studi, i ricercatori hanno usato un modello di nefrite immuno-mediata nei topi che si sviluppa rapidamente e progressivamente nell’arco di 7-10 giorni.

Ma pochi giorni dopo che la malattia è stata stabilita, quando i ricercatori hanno anche somministrato una singola dose dell’inibitore della proteina chinasi C-alfa – consegnata direttamente al rene tramite il loro anticorpo artificiale – quei topi invece hanno recuperato la funzionalità renale e sono sopravvissuti.

Studi paralleli che hanno permesso ai ricercatori di esaminare direttamente la tossicità del trattamento sulle cellule endoteliali che rivestono le unità filtranti dei reni, hanno anche dimostrato che l’inibitore ha ridotto la morte cellulare e migliorato il recupero cellulare.

Un’analisi proteomica, (la proteomica è riconosciuta già da tempo di rilevante importanza anche in ambito Pnei e insufficienza renale) ha determinato che 157 proteine ​​erano significativamente alterate dalla nefrite e che erano i mitocondri, le centrali elettriche delle cellule, i più colpiti.

Questi studi mostrano il ruolo cruciale della proteina chinasi C-alfa nel danno causato dalla nefrite poiché forniscono alcune delle prime prove che l’inibizione – e il ripristino della funzione mitocondriale – potrebbero essere utili per invertire la malattia infiammatoria.

Oggi la terapia per la nefrite include approcci come gli steroidi sistemici ad alte dosi per combattere l’infiammazione e i farmaci immunosoppressivi sistemici, come quelli assunti dai pazienti trapiantati. Gli effetti collaterali di questi trattamenti includono un aumento del rischio di infezioni e persino il cancro, come noto dalla metodologia Pneisystem anche attraverso approcci low dose anche in ambito Pnei e insufficienza renale. Gli autori del presente studio sono fiduciosi che un approccio mirato, come quello che si sta mettendo a punto, potrà al meglio combattere la malattia con meno effetti collaterali.

In questo momento i ricercatori stanno usando solo una piccola dose di tutto l’anticorpo umano, ma alla fine sperano di usare una versione fisicamente più piccola, non infiammatoria del loro anticorpo artificiale, chiamato minibody, per somministrare contemporaneamente più farmaci in grado di arrestare la malattia e proteggere i reni. L’anticorpo monoclonale umano che i ricercatori stanno usando prende di mira un collagene che è unico nel tessuto connettivo presente nelle unità filtranti dei reni.

L’anticorpo viene prodotto in una rara malattia renale chiamata sindrome di Goodpasture, una condizione in rapida progressione, difficile da trattare che può rapidamente distruggere gli organi. L’anticorpo effettivamente promuove l’infiammazione, ma i ricercatori in questo caso stanno approfittando della sua abilità nel raggiungere i reni per usarlo come meccanismo per il rilascio di farmaci che invece bloccano l’infiammazione.

La metodologia Pneisystem, in ambito Pnei e insufficienza renale, ritiene, alla luce anche di quanto emerso dal presente studio, che l’approccio terapeutico mirato potrebbe un giorno anche funzionare bene per malattie renali comuni come la nefropatia diabetica, la quale può accompagnare il diabete di tipo 1 e 2 ed è la principale causa di malattia renale cronica e malattia renale allo stadio terminale.

I mitocondri producono principalmente energia e le proteine ​​all’interno di queste centrali elettriche più colpite dalla nefrite sono quelle associate all’uso di ossigeno per trasformare il cibo in combustibile e generare prodotti di scarto come l’anidride carbonica e l’acqua. Queste proteine ​​essenziali erano sottoregolate dall’infiammazione dei reni e l‘inibizione della proteina chinasi C-alfa ha ristabilito la normale espressione, un’importante scoperta quindi anche in ambito Pnei e insufficienza renale.

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Fonti :

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