Pnei e Alzheimer

Gestire il colesterolo potrebbe prevenirlo
Microbiota e Alzheimer

L’Alzheimer colpisce già un gran numero di adulti nel mondo, ma i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) avvertono che il peso della condizione raddoppierà entro il 2060.

Di conseguenza, sia l’individuazione della causa principale dell’Alzheimer, che la ricerca di una cura, sono di importanza fondamentale, ed è ambito della metodologia Pneisystem in ambito di Pnei e Alzheimer.

Da tempo è nota l’influenza della componente genetica di questa condizione neurodegenerativa: ad esempio, una persona con una copia della variante del gene APOE4 ha il doppio delle probabilità di sviluppare l’Alzheimer rispetto a qualcuno senza di essa, mentre due copie possono aumentare il rischio fino a 12 volte, condizione nota anche nella gestione di questa patologia in ambito Pnei e Alzheimer.

Il gene APOE codifica per una proteina chiamata apolipoproteina E. In combinazione con grassi o lipidi, questa proteina forma un tipo di molecola chiamata lipoproteina. Le lipoproteine ​​svolgono un ruolo nel trasporto del colesterolo e altri tipi acidi grassi attraverso il flusso ematico, quindi esiste già un’interconnessione tra morbo di Alzheimer e colesterolo.

Tuttavia, una nuova ricerca ha ora scoperto molti altri geni che collegano il rischio di Alzheimer con quello delle malattie cardiovascolari.

Il nuovo studio, che appare sulla rivista Acta Neuropathologica, è il più grande studio genetico sulla malattia di Alzheimer realizzato fino ad oggi, e riveste per questo grande rilevanza anche in ambito Pnei e Alzheimer.

Il team di ricerca ha utilizzato ampi studi di associazione su tutto il genoma e strumenti validati per esaminare il DNA di oltre 1,5 milioni di persone. Nello specifico, il team ha esaminato le differenze nel DNA delle persone che presentavano fattori di rischio per le malattie cardiache, come un indice di massa corporea elevato (BMI), diabete di tipo 2 e alti livelli di trigliceridi e colesterolo, che anche in ambito Pnei e malattie neurodegenerative sono quadri da sempre attenzionati.

Nel complesso, l’analisi ha rilevato 90 punti nel genoma, chiamati polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) che predisponevano sia ad un rischio di Alzheimer che di malattia cardiovascolare.

Gli scienziati hanno identificato questi 90 SNP su un totale di 19 cromosomi. Sei di questi 90 SNP hanno entrambi fortemente influenzato il rischio di Alzheimer e aumentato i livelli di lipidi nel sangue – una scoperta che ha confermato i risultati di studi precedenti. Alcuni degli SNP che il team ha identificato erano in geni che gli scienziati non avevano precedentemente associato al rischio di Alzheimer. Questi includevano diversi SNP nella regione CELF1 / MTCH2 / SPI1 sul cromosoma 11, che studi precedenti avevano collegato all’immunità.

I ricercatori hanno replicato le loro scoperte in un ampio studio genetico su individui sani. Hanno scoperto che i partecipanti con una storia familiare di Alzheimer avevano maggiori probabilità di avere i geni di rischio appena identificati, anche se non avevano sintomi.

Ridurre il colesterolo può quindi prevenire l’Alzheimer? I risultati evidenziano quanto i geni che influenzano il metabolismo dei lipidi siano correlati anche al rischio di malattia di Alzheimer. Tuttavia, osserva che i geni che contribuiscono ad altri fattori di rischio cardiovascolare, come l’indice di massa corporea e il diabete di tipo 2, non sembrano contribuire al rischio genetico per l’Alzheimer.

Queste scoperte rappresentano un’opportunità per prendere in considerazione la messa a punto di protocolli terapeutici che indirizzino le vie coinvolte nel metabolismo dei lipidi, ed in questo la metodologia Pneisystem, in ambito di Pnei e Alzheimer, applica già da tempo strategie terapeutiche, la cui validità viene confermata dal presente studio, utili per prevenire o ritardare la malattia di Alzheimer.

 

Bigliografia : L.Spezzamonte

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