Percezioni alterate del gusto, la colpa è della dieta

I grassi alterano la percezione dei gusti
BED e obesità

Secondo i ricercatori australiani della Deakin University, gli individui sovrappeso ed obesi non risponderebbero correttamente agli stimoli gustativi dei grassi. Questa condizione, probabilmente legata ad una ridotta sensibilità, sarebbe dovuta consumo abituale di pasti grassi e verrebbe rispecchiata da un minore indice di gradimento, potenzialmente responsabile della recidività nei comportamenti alimentari scorretti.

Lo studio

Lo studio, pubblicato sulla rivista International Journal of Obesity, fornisce un’importante evidenza per la ricerca nutrizionale e lo studio del comportamento alimentare.

Per dimostrare questo, gli autori hanno allestito uno studio nel quale una serie di individui di peso normale e obesi venivano sottoposti o ad un programma alimentare a basso contenuto in grassi della durata di un mese, oppure ad un secondo programma della stessa durata a basso contenuto in grassi. Successivamente, i ricercatori hanno analizzato nelle due categorie di partecipanti come, e se, si modificavano la soglia percezione gustativa ai grassi e l’indice di gradimento dei pasti.

Gli autori hanno potuto constatare che, a seguito del periodo di alimentazione magra, la sensibilità al contenuto di acido oleico e veniva accentuata nei partecipanti indipendentemente dallo stato corporeo. Allo stesso modo, la capacità di percepire piccole differenze nella composizione in grassi dei pasti risultava accresciuta in entrambe le categorie di individui.

Al contrario, dopo un simile periodo di alimentazione grassa, la sensibilità gustativa risultava alterata nei soggetti di peso normale. Sorprendentemente, questo non accadeva nei soggetti obesi e sovrappeso, i quali riportavano simili indici di gradimento prima e dopo il periodo di trattamento.

Significato clinico

Secondo gli autori, l’assenza di un simile effetto sulla soglia di percezione gustativa e di gratificazione sarebbe attribuibile ad una sorta di adattamento, o meglio, “insensibilizzazione sensoriale” ai grassi che si verifica nei soggetti obesi. La mancanza di questa “retribuzione edonica” sarebbe alla base dei comportamenti alimentari scorretti di questi individui e avrebbe dunque radici neurologiche, probabilmente legate alle risposte sensoriali che originavo a livello dell’epitelio della cavità orale.

Bigliografia :
Fonti :

gio 5 luglio 2012
VEDI ANCHE
C’è poco gusto a fumare
Le donne fumatrici che hanno familiari alcolisti sembrano avere una percezione distorta del gusto dolce e potrebbero soffrire di disordini alimentari ...
gio 6 dicembre 2007
bevande zuccherateDolcificanti? Anche no
Mandano il sistema in confusione!
lun 25 marzo 2019
Parliamo di ...
  • Grassi
    Grassi
    I grassi sono presenti soprattutto nei condimenti, e rappresentano la principale riserva energetica dell’organismo.