MICI e nutrizione digitale

Le app entrano nella gestione clinica delle MICI
mici-app

La malnutrizione e la qualità subottimale della dieta sono comuni, ma spesso sottovalutate, nelle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) e sono associate a esiti clinici peggiori e a una minore qualità della vita. Gli strumenti digitali possono facilitare un supporto nutrizionale continuo e personalizzato, ma le evidenze nelle MICI rimangono limitate.

Un nuovo studio prospettico evidenzia come un intervento nutrizionale digitale, supervisionato da dietisti tramite app mobile, possa migliorare qualità della dieta, stato nutrizionale e rischio di malnutrizione nei pazienti con Malattia di Crohn e Colite ulcerosa.

Malnutrizione “silente”: un problema ancora sottostimato nelle MICI

Nonostante molti pazienti con MICI presentino un BMI normale o elevato, alterazioni nutrizionali subcliniche e dieta di bassa qualità sono frequenti e associate a:

  • peggior qualità di vita;
  • maggiore rischio di riacutizzazioni;
  • ridotta risposta terapeutica;
  • incremento delle ospedalizzazioni.

Lo studio ha valutato l’efficacia di un programma nutrizionale digitale basato su una app in 151 pazienti adulti con MICI in follow-up stabile.

Per 24 settimane i partecipanti hanno ricevuto monitoraggio e counseling nutrizionale personalizzato tramite dietisti specializzati e team MICI.

Nutrizione digitale: migliorano albumina, qualità della dieta e rischio di malnutrizione

Tra i 110 pazienti che hanno mantenuto un utilizzo costante dell’app, i risultati mostrano miglioramenti significativi dei marker nutrizionali.

L’albumina è aumentata da 4,38 a 4,49 g/dL, mentre la prealbumina è salita da 24,9 a 26,1 mg/dL, suggerendo un miglioramento dello stato nutrizionale anche in assenza di malnutrizione proteico-calorica manifesta.

Parallelamente:

  • è migliorata l’aderenza alla dieta mediterranea;
  • il punteggio qualitativo della dieta (“Nootric score”) è aumentato significativamente;
  • i pazienti più aderenti hanno mostrato una riduzione del rischio di malnutrizione secondo scala MUST.

Un dato interessante riguarda la correlazione positiva tra intensità di utilizzo dell’app e miglioramento della qualità alimentare, suggerendo che il coinvolgimento digitale continuo possa favorire una maggiore compliance nutrizionale.

Obesità e MICI: possibile beneficio metabolico

Nei pazienti con obesità è stata osservata una perdita media di peso di circa il 6% del peso corporeo iniziale, senza peggioramento dell’attività clinica della malattia.

Questo aspetto è particolarmente rilevante perché l’obesità nelle MICI rappresenta oggi una sfida crescente e può contribuire a:

  • infiammazione sistemica persistente;
  • minore efficacia biologica;
  • aumento del burden metabolico e cardiovascolare.

Telemedicina nutrizionale: da supporto accessorio a modello assistenziale

Lo studio rafforza il concetto che la nutrizione digitale non debba essere vista come semplice strumento educativo, ma come estensione del follow-up clinico nelle MICI.

L’attività clinica e i marker infiammatori (PCR e calprotectina fecale) sono rimasti complessivamente stabili durante il follow-up, indicando che l’intervento nutrizionale digitale è risultato sicuro e ben tollerato.

Per gastroenterologi, nutrizionisti clinici e dietisti emerge quindi un possibile nuovo paradigma assistenziale:

  • monitoraggio nutrizionale continuo;
  • personalizzazione alimentare tramite app;
  • maggiore engagement del paziente;
  • integrazione tra ambulatorio e telemedicina.

Significato clinico

Gli autori sottolineano che servono ulteriori studi controllati per definire l’impatto a lungo termine sugli outcome clinici e infiammatori, ma il messaggio appare già chiaro: nelle MICI la qualità della dieta non è un elemento secondario.

L’intervento nutrizionale digitale si è dimostrato uno strumento fattibile e ben accettato, associato a miglioramenti significativi nell’aderenza alla dieta mediterranea e nei parametri nutrizionali relativi alle proteine nei pazienti con IBD. Questo modello di supporto può rappresentare un’efficace strategia complementare per una gestione completa della malattia, in particolare in contesti con accesso limitato al follow-up nutrizionale in presenza. Le nuove tecnologie digitali potrebbero quindi diventare uno strumento chiave per trasformare il counseling nutrizionale da intervento occasionale a supporto terapeutico continuativo, integrato e personalizzato.

 

Bibliografia : Cristina Suárez Ferrer, I Martorell Mariné, J L Rueda García et al

mar 19 maggio 2026
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