Malattia renale e obesità

Il ruolo del metabolismo lipidico
L'obesità è un fattore di rischio indipendente per la malattia renale cronica (CKD). I meccanismi alla base di questa associazione comportano effetti sistemici quali ipertensione, iperglicemia, dislipidemia ed effetti intrarenali quali alterazione dell’ossidazione degli acidi grassi e accumulo di lipidi, elementi che possono ulteriormente contribuire alla patogenesi della CKD.

Il metabolismo lipidico è parte integrante della fisiologia renale e i disturbi del metabolismo energetico dei lipidi sono sempre più legati alle malattie renali.

 La AMP-activated protein chinasi (AMPK) e l’acetil-CoA carbossilasi (ACC) sono importanti enzimi regolatori dell’ossidazione degli acidi grassi, che è spesso anomala nel rene con CKD.

Una dieta ricca di grassi riduce l'attività della AMPK renale, contribuendo così a ridurre l'ossidazione degli acidi grassi e portando a squilibrio energetico. I trattamenti per attivare AMPK sono utili in modelli animali di insufficienza renale cronica legata all'obesità.

Studi diversi hanno osservato che i tipi cellulari specifici colpiti da un eccessivo accumulo di lipidi sono le cellule prossimali tubulari, i podociti, e le cellule mesangiali.

Ristabilire il metabolismo energetico renale è un approccio promettente per affrontare l'attuale epidemia delle malattie renali legate all'obesità.

Le opzioni terapeutiche attuali per prevenire e trattare CKD sono fondamentalmente limitate ad interventi sistemici per ridurre la pressione sanguigna.

Le strategie che hanno come target l’ossidazione degli acidi grassi, per esempio attraverso AMPK o PPARα, appaiono particolarmente promettenti per aumentare sia la disponibilità cellulare di energia che per correggere gli effetti negativi che potrebbero derivare dall’accumulo di lipidi.

A questo proposito, DS Medica mette a disposizione dei nutrizionisti un apparecchio per la valutazione dello stress ossidativo e della funzione antiossidante dell’organismo, fondamentale per un approccio personalizzato della terapia alimentare.

Inoltre, in collaborazione con il Prof. Pier Luigi Rossi, il centro ricerche Dietosystem di DS Medica ha messo a punto un software che, basandosi sul metodo molecolare, assicura bassi indici insulinemici post-prandiali, controlla l’entrata energetica giornaliera, garantisce adeguate dosi di modulatori epigenetici, salvaguardia il microbiota intestinale e gestisce il consumo di ossigeno quale principale nutriente.
 
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Autori: Mount P, Davies M, Choy SW, Cook N, Power D
Fonte: Metabolites. 2015 Dec 11;5(4):720-32. doi: 10.3390/metabo5040720.
Link della fonte: http://www.mdpi.com/2218-1989/5/4/720/htm  

Bigliografia :

Fonti :

mar 12 gennaio 2016
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