Epilessia e nutrizione

L’epilessia è un disturbo cronico cerebrale, il cui trattamento farmacologico può comportare carenze nutrizionali. Alcuni modelli dietetici possono supportare o sostituire l’utilizzo dei farmaci.
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Ogni anno, il secondo lunedì di febbraio è dedicato alla Giornata Internazionale dell’Epilessia con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza verso questa condizione patologica, informando e sensibilizzando.

Epilessia: definizione ed eziologia

L’epilessia, anche chiamata malattia epilettica, è un disturbo cronico cerebrale caratterizzato da crisi epilettiche ricorrenti spontanee (cioè, non correlate a fattori di stress reversibili) che si verificano ad una distanza temporale maggiore di 24 ore.

Una crisi epilettica è una scarica elettrica anomala e non controllata che ha origine nella sostanza grigia cerebrale corticale e che interrompe transitoriamente la normale funzionalità cerebrale. Tipicamente altera lo stato di coscienza e provoca sensazioni anomale, movimenti focali involontari o convulsioni.

L’eziologia dell’epilessia non è del tutto chiara ma intervengono fattori genetici, fisici e metabolici. Le cause più frequenti variano in base all’età di insorgenza:

  • Bambini con età inferiore a 2 anni: febbre, disturbi neurologici congeniti o ereditari, lesioni perinatali e disturbi metabolici ereditati o acquisiti;
  • Fascia di età tra 2 e 14 anni: epilessie idiopatiche;
  • Adulti: traumi cerebrali, astinenza da alcol, tumori, ictus e cause sconosciute (nel 50% dei casi);
  • Anziani: tumori e ictus.

Un meccanismo noto coinvolto nella patogenesi delle crisi epilettiche è lo squilibrio tra radicali liberi e agenti antiossidanti. Di fatti, le attività convulsive inducono un’elevata produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) che possono condurre alla perossidazione di macromolecole come proteine, lipidi e DNA, con conseguente compromissione delle funzioni cellulari. In particolare, aumenta la predisposizione all’ipereccitabilità neuronale.

Diagnosi

La diagnosi comprende:

  • Anamnesi, per raccogliere informazioni circa le crisi epilettiche come la durata e la frequenza, i fattori di rischio come precedenti traumi, malattie neurologiche e astinenza da alcol, ed i fattori scatenanti come suoni ripetitivi e luci lampeggianti;
  • Esame obiettivo, ad esempio, in caso di perdita di coscienza, la morsicatura della lingua e l’incontinenza;
  • Analisi del sangue;
  • Test di funzionalità epatici;
  • Neuroimaging;
  • Altri esami specifici qualora si sospetti un sotteso disturbo trattabile (come può essere un’infezione).

Trattamento farmacologico e dietetico

Il trattamento prevede l’eliminazione della causa, ove possibile, e l’utilizzo di farmaci antiepilettici. In particolare, il trattamento farmacologico a lungo termine dovrebbe essere rivolto solo ai soggetti ad alto rischio di crisi epilettiche ricorrenti e dopo la comparsa di una seconda crisi.

Effetto collaterale dell’assunzione di farmaci antiepilettici è la predisposizione al rischio di patologie ossee come osteopenia, osteomalacia, rachitismo e osteoporosi, in quanto riduce l’espressione della forma attiva di vitamina D e, dunque, l’assorbimento di calcio a livello gastrointestinale. In aggiunta, sul lungo periodo, abbassa le concentrazioni delle vitamine del gruppo B. Carenze di acido folico e vitamina B12 possono portare allo sviluppo di anemia megaloblastica.

La supplementazione di calcio e vitamine D e B ne previene le carenze e le patologie associate. In aggiunta, al fine di garantire il normale funzionamento del sistema antiossidante e neuronale, è essenziale soddisfare il fabbisogno di minerali come zinco, rame e selenio, e vitamine A, C ed E.

Nei pazienti trattati con farmaci antiepilettici, la Dieta Atkins Modificata (MAD) e la Dieta a Basso Indice Glicemico (LGIT) possono ridurre gli effetti collaterali. La MAD è una dieta a basso contenuto di carboidrati (10-20 grammi al giorno) con un elevato apporto di acidi grassi polinsaturi da pesce e frutta secca oleosa. Invece, la LGIT prevede 40-60 grammi di carboidrati al giorno a basso indice glicemico.

Alcuni pazienti sono resistenti ai farmaci antiepilettici. In questi casi, la dieta chetogenica può aiutare a controllare gli attacchi. Nello specifico, il basso contenuto di carboidrati ed elevato di grassi e il normale apporto di proteine comportano l’aumento plasmatico di corpi chetonici che riducono l’eccitabilità neuronale.

Tuttavia, è bene considerare che la dieta chetogenica classica, che prevede trigliceridi a lunga catena, alza i livelli plasmatici di colesterolo. Per questo, è meglio preferire trigliceridi a media catena e acidi grassi polinsaturi. Inoltre, questo modello dietetico può provocare carenze di vitamine e minerali che causano effetti negativi su crescita, metabolismo, problemi gastrointestinali e urinari.

Terapia Alimentare Dietosystem

Il software di Terapia Alimentare Dietosystem permette al professionista della nutrizione di analizzare le abitudini alimentari del paziente per evidenziare eventuali carenze nutrizionali, mediante il Food Intake. Inoltre, è disponibile il modulo Dieta per epilessia, una terapia dietetica ipoglucidica, ricca di carboidrati integrali, pesce, legumi, ortaggi e frutta, che supporta i pazienti sotto terapia antiepilettica. Al contempo, è possibile monitorare gli apporti di macronutrienti, vitamine e minerali del piano alimentare proposto in relazione ai fabbisogni LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) ed eventualmente aggiungere supplementi specifici.

 

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Bibliografia:

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Bola Adamolekun, Disturbi convulsivi. MSD Manuals (2025).

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