Piccoli cuori crescono

Cardiopatie congenite evitabili?
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Il 14 febbraio ricorre la giornata mondiale dedicata alle cardiopatie congenite.

I difetti cardiaci congeniti (CHD) si riferiscono alle anomalie strutturali del cuore e/o dei vasi alla nascita. Colpiscono 5-10 bambini ogni 1000 nati vivi.

Sebbene alcuni fattori ambientali e genetici siano stati generalmente accettati come fattori di rischio per le malattie coronariche, l’eziologia della malattia coronarica rimane in gran parte poco chiara.

La dieta materna in gravidanza, in quanto importante fattore modificabile, è stata al centro degli interventi per migliorare gli esiti della nascita a causa del basso costo e del basso rischio. Tuttavia, sono disponibili studi limitati sugli indici di qualità della dieta materna e CHD.

Qualità globale della dieta

Uno studio recente ha esplorato la relazione tra qualità della dieta in gravidanza e CHD nella popolazione cinese.

I ricercatori hanno incluso 474 casi e 948 controlli.

Le donne idonee in attesa del parto sono state intervistate sulle loro abitudini alimentari e altre informazioni durante la gravidanza.

La qualità della dieta è stata valutata mediante il Global Diet Quality Score (GDQS) e il Mediterranean Diet Score (MDS).

Le donne in gravidanza con punteggi più alti di GDQS e MDS avevano un rischio inferiore di malattia coronarica fetale.

Le associazioni inverse di GDQS e MDS con CHD sembravano essere più forti tra le donne con livelli di istruzione più bassi o nelle aree rurali.

Indice infiammatorio della dieta

Un altro studio ha indagato l’associazione tra l’indice di infiammazione della dieta (DII) durante la gravidanza, che riflette il potenziale infiammatorio complessivo della dieta materna, e CHD.

Il DII materno variava da -1,36 a 5,73 nei casi e da 0,43 a 5,63 nei controlli.

Le donne incinte con un punteggio DII più alto di 1 avevano un rischio maggiore di malattia coronarica fetale del 31% e l’OR aggiustato (IC 95%) confrontando il gruppo con dieta pro-infiammatoria con quello anti-infiammatorio era 2,04 (1,42–2,92). L’associazione inversa del punteggio DII materno con il rischio di malattia coronarica era coerente in vari sottogruppi di caratteristiche materne. La DII materna in gravidanza aveva un buon valore predittivo per la malattia coronarica nella prole, con le curve ROC superiori a 0,7.

Significato clinico

Occorre migliorare la qualità della dieta materna per diminuire la prevalenza della malattia coronarica nella popolazione. In particolare, bisogna evidenziare l’importanza di evitare una dieta pro-infiammatoria in gravidanza nella prevenzione della malattia coronarica.

 

Bigliografia : Jiaomei Yang, Qianqian Chang, Shaonong Dang et al.

mar 13 febbraio 2024
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