Menopausa: perché il BMI non basta più


La transizione menopausale si associa a profondi cambiamenti della composizione corporea, con una progressiva riduzione della massa magra e una redistribuzione del grasso verso la regione addominale, indipendentemente dall’indice di massa corporea (BMI). È quanto emerge da uno studio osservazionale condotto su 325 donne in diverse fasi della vita riproduttiva.
Lo studio
Lo studio, di tipo retrospettivo trasversale, ha analizzato dati clinici e di composizione corporea estratti da cartelle cliniche. Le partecipanti sono state suddivise in:
- premenopausa
- perimenopausa
- postmenopausa
e ulteriormente stratificate per BMI in:
- normopeso
- sovrappeso
- obesità
La composizione corporea è stata valutata mediante analisi di impedenza bioelettrica (BIA).
In tutte le categorie di BMI, le donne in postmenopausa hanno mostrato:
- riduzione significativa della massa magra totale
- diminuzione della massa muscolare scheletrica
- riduzione di acqua corporea totale, proteine e contenuto minerale
Parallelamente, è stato osservato un aumento dell’adiposità centrale, documentato da:
- incremento dell’area di grasso viscerale (VFA)
- aumento della percentuale di grasso corporeo
- aumento del rapporto vita-fianchi
L’effetto della menopausa sulla redistribuzione del grasso è risultato più marcato nelle donne normopeso, che hanno mostrato un aumento progressivo del grasso viscerale e della percentuale di grasso corporeo dalla pre- alla postmenopausa.
Nelle donne in sovrappeso e con obesità, pur rimanendo evidente l’adiposità viscerale, le variazioni relative sono risultate meno pronunciate, suggerendo un’attenuazione della perdita muscolare ai BMI più elevati.
Significato clinico
I risultati confermano che la menopausa è associata a un deterioramento progressivo della composizione corporea, caratterizzato da:
- perdita di tessuto metabolicamente attivo
- accumulo preferenziale di grasso viscerale
Questo fenomeno avviene anche in assenza di significative variazioni di peso, rendendo il solo BMI uno strumento insufficiente per la valutazione del rischio metabolico nella donna di mezza età.
La valutazione del grasso viscerale dovrebbe entrare routinariamente nella presa in carico delle donne in postmenopausa, poiché il suo accumulo è strettamente correlato a un aumento del rischio cardiometabolico.
I cambiamenti ormonali tipici della menopausa favoriscono infatti l’adiposità centrale, rendendo il grasso viscerale un indicatore chiave per la stratificazione precoce del rischio e per l’impostazione di interventi nutrizionali e preventivi mirati.

Donne, menopausa e dieta

