Gestione del tumore nel paziente obeso: una sfida diagnostica e terapeutica

La gestione del tumore nel paziente obeso presenta una serie di complicazioni sia a livello diagnostico che terapeutico.

La gestione del tumore nel paziente obeso costituisce una situazione particolarmente problematica, caratterizzata da innumerevoli ostacoli, sia sul piano diagnostico che sul versante terapeutico.

È un dato epidemiologico accertato il fatto che gli individui sovrappeso e obesi presentano un rischio maggiore di sviluppare differenti forme di tumore, ed anche il tasso di sopravvivenza in questi soggetti sembra essere inferiore rispetto alla popolazione di peso normale.

A fare il punto sulla criticità di questa situazione sono i ricercatori svedesi del Karolinska Institutet, attraverso una pubblicazione presentata sulla rivista Nature che riassume le principali sfide diagnostiche e terapeutiche che si incontrano in questa categoria di pazienti.

Prima di tutto, numerosi studi hanno dimostrato una scarsa partecipazione da parte dei soggetti obesi alla campagne di screening per il tumore. Sul piano puramente diagnostico, questi soggetti presentano una minore espressione di marker tumorali ed anche una minore sensibilità alle tecniche diagnostiche per immagini.

Per quanto riguarda i trattamenti, la chemioterapia e la terapia ormonale sono principalmente ostacolate da un’alterata farmacocinetica e dalla presenza di livelli ormonali anomali. Inoltre, la precisione dei trattamenti radioterapici viene significativamente ridotta in questi soggetti a causa di una maggiore motilità cutanea e degli organi interni. Infine, questi pazienti presentano un rischio più elevato di complicazioni minori a seguito degli interventi chirurgici di rimozione delle masse tumorali.

Per queste ragioni, sottolineano gli autori, vi è un’estrema necessità di condurre maggiore ricerca clinica dedicata alla gestione dei pazienti obesi affetti da tumore che affronti prevalentemente la questione della comorbidità tipicamente riscontrata in questi soggetti, la polifarmacia e i problemi legati alla sarcopenia e alla qualità di vita complessiva del paziente.

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Fonti :

mer 4 settembre 2013
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