Fin da piccoli, il peso conta

Uno studio di modellazione
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Una nuova ricerca presentata al Congresso Europeo sull’Obesità (ECO) a Venezia, Italia, ha gettato luce sull’importanza di quantificare l’impatto dell’obesità infantile sulla salute a lungo termine e sull’aspettativa di vita dei bambini.

Lo studio

Lo studio, condotto da un team di esperti provenienti da diverse istituzioni in tutto il mondo, ha utilizzato un modello innovativo sviluppato dalla società di consulenza Stradoo GmbH di Monaco di Baviera, Germania, per esaminare come l’età di insorgenza, la gravità e la durata dell’obesità influenzino la vita di un individuo nel corso degli anni.

Il modello utilizzato nello studio ha considerato diversi fattori chiave, tra cui l’età di insorgenza dell’obesità, la durata e la gravità della condizione, nonché il rischio irreversibile associato all’obesità. La gravità è stata misurata utilizzando il punteggio Z dell’IMC, che indica quanto un individuo si discosti dal peso normale per la sua età e sesso. Ad esempio, un bambino di 4 anni con un’altezza media di 103 cm e un peso “normale” di circa 16,5 kg avrà un punteggio Z dell’IMC pari a 0. Un bambino della stessa età e altezza che pesa 19,5 kg avrà un punteggio Z dell’IMC di 2, che è nell’intervallo degli obesi, e uno che pesa 22,7 kg avrà un punteggio Z dell’IMC di 3,5, che indica obesità grave.

I risultati hanno rivelato che l’insorgenza precoce dell’obesità ha un impatto significativo sull’aspettativa di vita. Ad esempio, un bambino di quattro anni con obesità grave (BMI Z-score di 3,5), che non riesce a perdere peso nel corso degli anni, potrebbe avere un’aspettativa di vita ridotta a soli 39 anni, meno della metà rispetto a un bambino della stessa età con un peso sano.

I dati utilizzati nell’analisi provengono da una vasta gamma di studi clinici che coinvolgono oltre 10 milioni di partecipanti in tutto il mondo, fornendo così una panoramica completa delle implicazioni dell’obesità infantile sulla salute.

Inoltre, il modello ha dimostrato che la perdita di peso può avere un impatto significativo sull’aspettativa di vita e sul rischio di sviluppare comorbidità correlate. Ad esempio, un individuo che vive con obesità grave ad esordio precoce (punteggio Z dell’IMC di 4 all’età di 4 anni) che successivamente non perde peso ha un’aspettativa di vita di 37 anni e un rischio del 55% di sviluppare il diabete di tipo 2 all’età di 35 anni. La perdita di peso che si traduce in un punteggio Z dell’IMC di 2 all’età di 6 anni, aumenterà l’aspettativa di vita a 64 anni e ridurrà il rischio di diabete di tipo 2 al 29%.

In aggiunta, la perdita di peso precoce può restituire anni di vita in più rispetto alla perdita di peso in età più avanzata. Pertanto, la riduzione del peso ha un effetto sorprendente sull’aspettativa di vita e sul rischio di comorbilità, specialmente quando il peso viene perso presto nella vita

Significato clinico

Questo studio sottolinea l’importanza di affrontare l’obesità infantile come una malattia grave e di intervenire precocemente per migliorare la qualità della vita dei bambini affetti. La diagnosi precoce e l’intervento tempestivo possono fare la differenza nel garantire una vita lunga e sana per i bambini di tutto il mondo.

 

Bigliografia : Wiedemann, U. C., Van Den Akker, E, Barber T. et al

mar 21 maggio 2024
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