Dimagrire senza lasciarci le ossa

Il modello integrato per la salute ossea
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Lo studio GOTO mostra che una moderata restrizione calorica associata a un aumento dell’attività fisica può migliorare la densità minerale ossea negli uomini di mezza età, riducendo al contempo massa grassa e rischio metabolico.

È ampiamente documentato che gli interventi nutrizionali finalizzati alla perdita di peso possano determinare una riduzione della densità minerale ossea aumentando potenzialmente il rischio di fragilità scheletrica. Tuttavia, l’integrazione con attività fisica, in particolare esercizi di resistenza, potrebbe mitigare o prevenire questo effetto.

Lo studio Growing Old TOgether (GOTO) ha indagato l’impatto di un intervento combinato di modifica dello stile di vita nutrizionale e incremento dell’attività fisica sulla salute ossea e sulla composizione corporea in adulti sani di mezza età e anziani non obesi, esplorando inoltre il ruolo di biomarcatori immunometabolici e punteggi metabolomici di salute.

Lo studio accessorio ha coinvolto 134 partecipanti (età media 62,9 anni; 49% donne) sottoposti per 13 settimane a un programma di stile di vita che prevedeva:

  • restrizione calorica moderata del 12,5%
  • incremento del 12,5% dell’attività fisica

L’intervento ha determinato una riduzione significativa del peso corporeo pari a:

  • −3,3 kg negli uomini
  • −3,4 kg nelle donne

Il dimagrimento è stato accompagnato da:

  • una riduzione della massa magra (−1,4 kg negli uomini; −1,1 kg nelle donne)
  • una diminuzione significativa della percentuale di grasso corporeo totale di circa −1,5% in entrambi i sessi

Contrariamente alle preoccupazioni associate ai programmi di dimagrimento, nei partecipanti maschi si è osservato un aumento significativo della salute ossea:

  • +3,0% nella colonna lombare
  • +0,7% nella BMD (bone mineral density) corporea totale

Nelle donne, invece, la BMD della colonna lombare ha mostrato una tendenza all’aumento (+1,2%), mentre la BMD totale è rimasta sostanzialmente stabile (+0,4%).

Negli uomini, l’aumento della BMD lombare è risultato significativamente associato a:

  • riduzione del peso corporeo
  • riduzione della percentuale di grasso totale e del grasso del tronco
  • miglioramento del profilo immunometabolico

Inoltre, i soggetti con BMD più elevata ma punteggio metabolomico di salute più basso al basale hanno mostrato il maggiore incremento della BMD lombare, suggerendo una possibile maggiore risposta all’intervento in individui metabolicamente più vulnerabili.

Significato clinico

I risultati indicano che interventi nutrizionali per la perdita di peso non necessariamente compromettono la salute ossea, purché siano integrati con un adeguato programma di attività fisica.

Per medici e nutrizionisti, questi dati rafforzano l’importanza di strategie di lifestyle integrate nei programmi di gestione del peso, soprattutto nella popolazione di mezza età e anziana, dove il mantenimento della massa ossea rappresenta un obiettivo clinico cruciale.

 

Bibliografia : F A Bogaards, Inge Groenendijk, Thies Gehrmann et al

mar 17 marzo 2026
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