Benefici per i pendolari attivi

Il pendolarismo attivo è associato a diversi benefici per la salute, ma poco si sa circa la sua relazione causale con l’indice di massa corporea (BMI).

Utilizzando i dati relativi a una coorte da tre ondate annuali consecutive del British Household Panel Survey, uno studio longitudinale sulle famiglie inglesi rappresentative a livello nazionale, nel 2004/2005 (n = 15 791), 2005/2006 e 2006/2007.

I partecipanti selezionati per le analisi (n = 4056) hanno riportato il loro modo abituale di recarsi al lavoro e peso e altezza autoriferiti sono stati usati per ricavare il BMI al basale e dopo 2 anni. In seguito, i dati venivano elaborati con un’analisi lineare multivariata per valutare le associazioni tra il passaggio da e per i modi attivi di viaggio (oltre 1 e 2 anni) e il cambiamento di BMI (oltre 2 anni) e per valutare le relazioni dose-risposta.

Dopo aggiustamento per le covarianti socio-economiche e dei dati relativi alla salute la prima analisi (n = 3269) ha dimostrato che il passaggio dal trasporto privato a motore (in auto) per viaggi attivi o con i mezzi pubblici (n = 179) è stato associato a una significativa riduzione del BMI rispetto all’uso continuo dell’auto (n = 3090; -0,32 kg / m2, 95% CI -0,60 a -0.05).

La seconda analisi (n = 787) ha mostrato che il passaggio da un viaggio attivo (in bici o a piedi) o con i mezzi pubblici rispetto all’uso dell’auto era associato a un significativo aumento del BMI (0,34 kg / m2, 0,05-0,64). Gli autori quindi enfatizzano la loro ipotesi di partenza, sottolineando che il pendolarismo attivo va incentivato e potrebbe essere utile per ridurre il BMI medio della popolazione.

Fonte:

http://www.sciencedaily.com/releases/2015/05/150507213104.htm 
J Epidemiol Community Health doi:10.1136/jech-2014-205211
Impact of changes in mode of travel to work on changes in body mass index: evidence from the British Household Panel Survey

Bigliografia :

Fonti :

lun 11 maggio 2015
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