I probiotici non potenziano la restrizione calorica


La restrizione energetica continua (CER) si conferma efficace nel ridurre la massa grassa e nel migliorare alcuni aspetti del comportamento alimentare negli uomini con obesità, ma l’aggiunta di una supplementazione con probiotici non sembra offrire vantaggi clinicamente significativi. È quanto emerge da uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e a gruppi paralleli, che ha valutato l’impatto di un intervento di 12 settimane sui principali parametri coinvolti nella regolazione omeostatica ed edonica dell’assunzione di cibo.
Lo studio
Lo studio ha coinvolto uomini di età compresa tra 25 e 44 anni con obesità, sottoposti a una restrizione energetica pari al 30% del dispendio energetico giornaliero totale. I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere un placebo oppure una miscela di quattro ceppi probiotici (Lactobacillus acidophilus NCFM, Lacticaseibacillus rhamnosus HN001, Lacticaseibacillus paracasei Lpc-37 e Bifidobacterium lactis HN019). Gli endpoint principali comprendevano le variazioni di grelina e leptina, mentre tra gli endpoint secondari figuravano GLP-1, GIP, PYY, insulina, adiponectina, composizione corporea e comportamento alimentare.
L’analisi finale ha incluso 38 partecipanti, mentre i dati relativi ai biomarcatori ormonali erano disponibili per 25 soggetti. I risultati mostrano che le modificazioni osservate sono state determinate principalmente dalla restrizione calorica, indipendentemente dall’integrazione probiotica. In particolare, la CER ha determinato una significativa riduzione della leptina e della massa grassa, accompagnata da un aumento dei livelli di grelina, una risposta fisiologica attesa durante la perdita di peso.
Parallelamente, sono stati osservati miglioramenti del comportamento alimentare, con una riduzione dell’alimentazione incontrollata e di quella emotiva e un incremento del controllo cognitivo sull’assunzione di cibo. Tuttavia, nessuno di questi effetti è risultato significativamente influenzato dall’assunzione dei probiotici, né sono emerse interazioni significative tra trattamento e tempo.
Gli autori sottolineano che alcuni esiti, in particolare quelli relativi alla grelina e all’alimentazione emotiva, potrebbero essere stati influenzati dalla limitata potenza statistica dello studio, suggerendo cautela nell’interpretazione dei risultati.
Significato clinico
Nel complesso, i dati indicano che, negli uomini adulti con obesità, la restrizione energetica continua rappresenta il principale determinante dei cambiamenti metabolici e comportamentali osservati, mentre l’aggiunta di una supplementazione probiotica non apporta benefici aggiuntivi misurabili sugli ormoni dell’appetito, sul comportamento alimentare o sulla composizione corporea nel periodo di osservazione di 12 settimane.

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