L’etanolo

L’etanolo è spesso associato ai momenti di convivialità, è diffuso nelle abitudini alimentari e crea una sensazione di euforia e rilassamento. Si tratta, però, di una sostanza potenzialmente tossica per l’organismo e, pur apportando un buon quantitativo di energia, non fornisce alcun nutrimento.
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Consumo di alcol e rischi per la salute

L’etanolo, o alcol etilico, è ritenuto erroneamente un alimento il cui consumo leggero non presenta conseguenze negative sulla salute della persona. Al contrario, si tratta di una sostanza tossica, riconosciuta dalla comunità scientifica come un “non-nutriente” e classificato come cancerogeno di Gruppo 1 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro.

Studi clinici recenti mettono addirittura in dubbio il mito dell’effetto cardioprotettore del bicchiere di vino rosso al pasto: esistono sostanze con effetti positivi al suo interno, come i flavonoidi, ma la loro reale biodisponibilità rimane dubbia. Inoltre, tali principi attivi si riscontrano in quantità molto più abbondanti e assimilabili in frutta e verdura, più sane dell’alcol e ricche di tante altre molecole dalle documentate funzioni protettive.

In passato, l’Organizzazione Mondiale della Sanità indicava come consumo a basso rischio una quantità di etanolo inferiore o uguale a 2 Unità Alcoliche al giorno (20 – 25 g/die, 2 bicchieri di vino standard) per gli uomini e a 1 UA al giorno (10 – 12 g/die di etanolo) per la donna e per l’anziano. Tuttavia, l’OMS ha recentemente adeguato la sua posizione (aggiornamento 2023-2024) dichiarando che nessun livello di consumo di alcol è sicuro per la salute. I rischi includono danni immediati (come lesioni e disturbi comportamentali) e cronici (es. malattie cardiovascolari, disturbi gastrointestinali, epatopatie, tumori, dipendenze).

Alcol, deficit nutrizionali e “drunkoressia”

L’alcol etilico è una molecola ad alto contenuto energetico capace di fornire 7 kcal/g. Si tratta di calorie “vuote” perché non apportano nutrimento all’organismo e non vengono utilizzate in modo efficiente per produrre energia funzionale (come il movimento o l’attività cerebrale).

Per tale ragione, l’etanolo non può essere considerato un alimento ed il suo abuso può determinare sia malnutrizione per eccesso (sovrappeso e obesità) sia malnutrizione per difetto (gravi stati di denutrizione). In entrambi i casi, si rende necessario un intervento nutrizionale mirato a correggere le carenze nutrizionali e orientato al riequilibrio dell’apporto dietetico riguardo ai macro e ai micronutrienti.

In relazione alla malnutrizione per difetto correlata all’abuso di alcol, una manifestazione complessa e in crescente diffusione è la cosiddetta “drunkoressia”. Questo termine, inventato dai giornalisti del New York Times ma ancora non riconosciuto dalla medicina ufficiale, definisce un comportamento disfunzionale caratterizzato dalla tipica restrizione alimentare dell’anoressia unita al consumo di alcol.

Chi soffre di drunkoressia riduce o elimina i pasti per “risparmiare calorie” e consumare alcolici. L’obiettivo è quello di dimagrire o mantenere il peso corporeo nonostante il consumo eccessivo di bevande alcoliche. Oltre al digiuno o alla restrizione calorica, i principali sintomi di questa dipendenza includono il binge drinking (ovvero l’assunzione di grandi quantità di alcol in un arco di tempo molto breve, con lo scopo principale di raggiungere rapidamente lo stato di ebbrezza), il senso di colpa e la vergogna dopo aver mangiato o bevuto e l’eccessiva attenzione al peso corporeo e alla forma fisica.

Nonostante ancora non sia riconosciuta come una patologia vera e propria e la sua diffusione sia interpretata come una moda, il numero di casi sempre crescente fa supporre che la drunkoressia possa entrare quanto prima nella categoria dei disturbi psichici relativi all’alimentazione e alle dipendenze.

Gli interventi si basano su un approccio multidisciplinare e coinvolgono medici, professionisti della salute mentale e nutrizionisti.

Terapia Alimentare Dietosystem per la gestione del paziente con dipendenza da alcol

Attraverso il Food Intake del software di Terapia Alimentare Dietosystem, il professionista della nutrizione ha la possibilità di indagare gli apporti nutrizionali dei propri pazienti valutando, oltre alle abitudini alimentari, anche un eventuale consumo eccessivo di alcol.

Con lo stesso programma è possibile elaborare piani alimentari sani ed equilibrati, adatti allo stato generale dei pazienti, con l’obiettivo di migliorare lo stato nutrizionale dei soggetti con marcate carenze e prevenire le complicazioni legate all’abuso di alcol. È possibile usufruire anche di un modulo specialistico dedicato all’alcolismo. Inoltre, in caso di epatopatia esiste un formato menù per la formulazione di una terapia dietetica mirata.

 

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Bibliografia:

www.lanutrizione.it/parliamo-di/le-basi-della-nutrizione-umana/i-principi-nutritivi-e-loro-funzioni/etanolo/

www.lanutrizione.it/parliamo-di/il-comportamento-alimentare/le-dipendenze/alcoolismo/

www.epicentro.iss.it/alcol/

Lupi, Matteo & Cinosi, Eduardo & Corbo, Mariangela & Fiori, Federica & Sarchione, Fabiola & Tudisco, I & Monaco, M & di Giannantonio, Massimo. (2013). I nuovi disturbi alcol correlati: Binge Drinking e Drunkoressia. Dipendenze Patologiche. 2-3. 23-24.

Pompili S, Di Tata D, Bianchi D, Lonigro A, Zammuto M, Baiocco R, Longobardi E, Laghi F. Food and alcohol disturbance among young adults during the COVID-19 lockdown in Italy: risk and protective factors. Eat Weight Disord. 2022 Mar;27(2):769-780.

Lupi, M. (2014). Drunkorexia: a pilot study in an Italian sample.

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