Nuovo consenso sull’uso delle terapie incretiniche

EASO, EFAD ed ECPO e l'approccio multidisciplinare
incretine

Le terapie a base di incretine hanno rivoluzionato il trattamento dell’obesità, ma il loro impiego richiede un approccio multidisciplinare che integri supporto nutrizionale, monitoraggio funzionale e assistenza psicologica. È questo il messaggio della nuova dichiarazione di consenso elaborata congiuntamente dall’Associazione Europea per lo Studio dell’Obesità (EASO), dalla Federazione Europea delle Associazioni dei Dietologi (EFAD) e dalla Coalizione Europea delle Persone che Convivono con l’Obesità (ECPO), pubblicata su The Lancet Diabetes & Endocrinology.

Il consenso

Il documento nasce dalla crescente diffusione degli agonisti del recettore del GLP-1 e dei doppi agonisti GLP-1/GIP, farmaci che garantiscono una significativa perdita di peso e importanti benefici cardiometabolici, ma che possono essere accompagnati da riduzione dell’appetito, rapida perdita ponderale, eventi avversi gastrointestinali e modificazioni del comportamento alimentare, con possibili ripercussioni sullo stato nutrizionale, sulla massa muscolare e sul benessere psicologico.

Tra le principali raccomandazioni, il consenso sottolinea il ruolo centrale della terapia nutrizionale medica, che dovrebbe essere affidata a dietisti qualificati. L’obiettivo è garantire un adeguato apporto di proteine, vitamine e minerali, prevenire eventuali carenze nutrizionali e contribuire alla gestione degli effetti collaterali gastrointestinali, favorendo al contempo cambiamenti alimentari sostenibili nel lungo periodo.

Un altro aspetto chiave riguarda la preservazione della massa magra durante il dimagrimento. Gli autori evidenziano come circa il 24-30% della perdita di peso associata alle terapie incretiniche sia rappresentato da massa magra, prevalentemente muscolare. Per questo motivo raccomandano un monitoraggio della composizione corporea, quando disponibile, e suggeriscono come obiettivo pragmatico un rapporto di circa 3:1 tra perdita di massa grassa e perdita di massa magra. L’esercizio di resistenza, associato a un adeguato apporto proteico, viene indicato come strategia fondamentale per limitare la perdita di muscolo.

Il consenso dedica inoltre ampio spazio agli aspetti psicologici. Sebbene i farmaci incretinici siano generalmente associati a un miglioramento della qualità di vita, la marcata perdita di peso può comportare cambiamenti nell’identità personale, nelle relazioni sociali e nel rapporto con il cibo. Per questo viene raccomandato uno screening psicologico prima dell’inizio della terapia e un supporto specialistico nei soggetti più vulnerabili, con particolare attenzione ai disturbi del comportamento alimentare e all’abuso di alcol.

Le società scientifiche affrontano anche il tema delle disuguaglianze di accesso alle cure, evidenziando come i costi, le differenze normative e i fattori socioeconomici rappresentino ancora importanti ostacoli all’utilizzo delle terapie incretiniche. Viene quindi auspicato un ampliamento dell’accesso ai trattamenti e ai servizi di dietetica clinica, al fine di migliorare aderenza, equità ed esiti clinici.

Infine, il documento individua numerose priorità di ricerca, tra cui il monitoraggio dello stato nutrizionale e dei micronutrienti, la definizione del fabbisogno proteico ottimale, la valutazione degli effetti sulla salute muscoloscheletrica e gli studi sugli esiti psicologici e sul mantenimento del peso dopo l’interruzione della terapia.

Significato clinico

Secondo le Società Scientifiche, il pieno potenziale delle terapie incretiniche potrà essere raggiunto solo attraverso una presa in carico globale del paziente, che integri trattamento farmacologico, nutrizione clinica, esercizio fisico e supporto psicologico.

Bibliografia : Laurence J Dobbie, Liisa Tolvanen, Daniela Alves et al

mar 14 luglio 2026
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