Normopeso = sano?


Una quota non trascurabile di adulti con indice di massa corporea nella norma presenta comunque alterazioni metaboliche associate a un aumento del rischio cardiometabolico. Questo fenotipo, sempre più riconosciuto nella letteratura scientifica, è noto come metabolically unhealthy normal weight (MUHNW) e rappresenta una sfida diagnostica per medici e nutrizionisti, perché può sfuggire alle valutazioni basate esclusivamente sul BMI.
Un recente studio trasversale fornisce nuove evidenze sull’importanza della valutazione della composizione corporea, evidenziando come strumenti accessibili come la bioimpedenziometria possano migliorare l’identificazione precoce dei soggetti normopeso, ma metabolicamente a rischio.
Lo studio
L’analisi ha utilizzato i dati della fase VII (2019–2021) dello studio epidemiologico urbano condotto nella popolazione di Teheran.
Sono stati inclusi 1298 adulti normopeso con BMI compreso tra 18,5 e 24,9 kg/m²:
- 40,5% uomini
- 59,5% donne
- età compresa tra 18 e 80 anni
- età media: 37,5 ± 12,8 anni
Per evitare possibili fattori confondenti, sono stati esclusi soggetti con:
- diabete noto
- malattie cardiovascolari
- insufficienza renale
- neoplasie
- gravidanza o allattamento
- uso di diuretici o glucocorticoidi.
I partecipanti sono stati quindi classificati in due gruppi:
- metabolically healthy normal weight (MHNW)
- metabolically unhealthy normal weight (MUHNW).
Uno degli aspetti più rilevanti dello studio riguarda l’utilizzo dell’analisi di impedenza bioelettrica (BIA) per ottenere una valutazione più dettagliata della composizione corporea rispetto alle sole misure antropometriche.
Le associazioni tra composizione corporea e stato metabolico sono state analizzate tramite regressione logistica aggiustata per età, fumo e attività fisica.
Quasi un normopeso su cinque presenta alterazioni metaboliche
I risultati evidenziano come il fenotipo MUHNW sia tutt’altro che raro.
La prevalenza complessiva era del 19,4%, con una frequenza significativamente maggiore negli uomini.
Inoltre, i soggetti metabolicamente non sani erano mediamente più anziani:
- MUHNW: 44,5 ± 13,2 anni
- MHNW: 35,8 ± 12,1 anni.
Nonostante il BMI rientrasse nei limiti di normalità, i soggetti MUHNW presentavano valori significativamente più elevati di diversi indicatori di adiposità.
In entrambi i sessi risultavano più alti:
- BMI medio aggiustato
- circonferenza vita
- rapporto vita-fianchi
- massa grassa
- percentuale di grasso corporeo
- indice di massa grassa
- rapporto massa grassa/massa muscolare.
Questi dati confermano un concetto ormai consolidato: il BMI non è sufficiente per descrivere la distribuzione e la qualità della composizione corporea.
Massa muscolare: un fattore protettivo negli uomini
Un risultato particolarmente interessante riguarda il ruolo della massa muscolare.
Negli uomini, la percentuale di massa muscolare scheletrica (SMM%) è risultata inversamente associata al rischio di stato metabolico non sano:
- OR 0,90 (IC 95% 0,84–0,96)
Questo suggerisce che una maggiore quota relativa di massa muscolare possa esercitare un effetto protettivo sul metabolismo, probabilmente attraverso meccanismi legati alla sensibilità insulinica e al metabolismo energetico.
Il miglior predittore del rischio: il rapporto vita-fianchi
Tra tutte le variabili analizzate, il parametro che ha mostrato la maggiore capacità predittiva è stato il rapporto vita-fianchi (WHR).
- uomini: OR 1,52 (IC 95% 1,20–1,93)
- donne: OR 1,31 (IC 95% 1,07–1,61)
Questo dato rafforza l’importanza della distribuzione del grasso corporeo, in particolare dell’adiposità viscerale, nel determinare il rischio metabolico anche nei soggetti normopeso.
Significato clinico
I risultati dello studio hanno diverse implicazioni cliniche rilevanti.
- Il BMI non basta
Un paziente normopeso può presentare comunque:
- eccesso di grasso corporeo
- bassa massa muscolare
- accumulo di grasso viscerale.
Per questo motivo, l’uso esclusivo del BMI può portare a una sottostima del rischio cardiometabolico.
- La bioimpedenza è uno strumento clinico utile
L’analisi di impedenza bioelettrica rappresenta una metodica:
- non invasiva
- rapida
- relativamente economica
- facilmente integrabile nella pratica ambulatoriale.
Consente di valutare parametri utili come:
- massa grassa
- massa muscolare
- rapporto grasso/muscolo.
- Importanza delle misure antropometriche semplici
Quando strumenti di composizione corporea non sono disponibili, misure come il rapporto vita-fianchi possono rappresentare un valido indicatore di rischio metabolico.
Questo studio evidenzia che circa un adulto normopeso su cinque può presentare un profilo metabolico sfavorevole.
La valutazione integrata di:
- composizione corporea tramite bioimpedenziometria
- distribuzione del grasso corporeo
- massa muscolare
può migliorare significativamente l’identificazione precoce dei soggetti a rischio, consentendo interventi nutrizionali e di stile di vita più mirati.

BMI da solo non basta
Meglio del BMI
La composizione corporeaLa composizione corporea è correlata allo stato nutrizionale e la sua valutazione è necessaria per progettare interventi dietetici efficaci.
