Iperuricemia: conta il calo di peso


Negli uomini in sovrappeso o con obesità e iperuricemia, la riduzione del peso corporeo rappresenta un obiettivo rilevante anche per il controllo dell’uricemia e la gestione della gotta. Ma quale modello alimentare sia più efficace nel ridurre l’acido urico rimane una questione clinica aperta.
Lo studio
Uno studio randomizzato di 12 settimane ha confrontato tre strategie ipocaloriche: dieta a basso contenuto di carboidrati (CRD), dieta DASH e dieta bilanciata a basso contenuto di purine (LPBD), valutandone gli effetti su peso, acido urico sierico, riacutizzazioni della gotta, aderenza e composizione corporea.
Sono stati randomizzati 102 uomini in sovrappeso o obesi con iperuricemia; 85 hanno completato il follow-up. Tutti i partecipanti hanno seguito una restrizione energetica di 20-25 kcal/kg di peso corporeo ideale.
Dopo 12 settimane, la perdita di peso media è stata di 8,47 kg, pari al 9,3% del peso corporeo, senza differenze significative tra i tre gruppi.
Anche la riduzione dell’acido urico sierico è risultata sostanziale, ma non significativamente diversa tra i modelli dietetici:
- CRD: −0,89 mg/dL
- DASH: −0,79 mg/dL
- LPBD: −0,50 mg/dL
La differenza complessiva tra i gruppi non è risultata statisticamente significativa (P = 0,48).
Il dato suggerisce quindi che, nel breve periodo, la perdita di peso ottenuta attraverso una restrizione calorica strutturata può avere un ruolo più rilevante sulla riduzione dell’uricemia rispetto alla specifica distribuzione dei macronutrienti o alla restrizione delle purine.
Un elemento di particolare interesse clinico riguarda la dinamica precoce dell’uricemia. Il monitoraggio dell’urato capillare ha evidenziato un aumento transitorio dell’acido urico nella prima settimana, in concomitanza con il picco iniziale delle riacutizzazioni di gotta.
Questo fenomeno è rilevante nella pratica: l’avvio di un programma di dimagrimento, pur determinando successivamente una riduzione dell’uricemia, può essere accompagnato nelle fasi iniziali da una maggiore instabilità dell’urato e da un aumento del rischio di riacutizzazione della gotta.
La fase di introduzione della dieta merita pertanto particolare attenzione nei pazienti con una storia di gotta, soprattutto quando il calo ponderale è rapido.
DASH: un possibile vantaggio sul piano dell’aderenza
La dieta DASH non ha determinato una riduzione dell’acido urico significativamente superiore alle altre strategie. Tuttavia, ha mostrato una maggiore aderenza rispetto sia alla CRD sia alla LPBD.
Inoltre, i partecipanti assegnati alla DASH hanno presentato una minore perdita di massa magra rispetto a quelli sottoposti alla dieta low-carb.
Questo aspetto assume importanza nella gestione nutrizionale dell’obesità: l’efficacia di una dieta non dipende soltanto dalla quantità di peso perso, ma anche dalla capacità di mantenerla nel tempo e dalla qualità della composizione corporea associata al dimagrimento.
Significato clinico
I risultati ridimensionano l’idea che, nell’iperuricemia associata a sovrappeso o obesità, una specifica strategia — low-carb o low-purine — sia necessariamente superiore alle altre per ridurre l’acido urico.
Il messaggio clinico più rilevante è che tre differenti modelli ipocalorici hanno prodotto una perdita di peso di circa il 9% in 12 settimane e una riduzione dell’uricemia senza differenze significative tra loro.
La scelta del modello alimentare può quindi essere orientata anche sulla base di aderenza, qualità complessiva della dieta, conservazione della massa magra, comorbilità e preferenze individuali.
Per il paziente con gotta, particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle prime settimane di trattamento, quando la rapida modificazione del peso e dell’uricemia può coincidere con un aumento transitorio delle riacutizzazioni.
In sintesi: nell’uomo con sovrappeso/obesità e iperuricemia, dimagrire sembra essere più importante del modello dietetico specifico per ottenere una riduzione dell’acido urico nel breve termine. La DASH si distingue invece per una maggiore aderenza e una minore perdita di massa magra rispetto alla dieta low-carb.
Il dato sulle riacutizzazioni precoci sottolinea infine un punto pratico: iniziare una dieta dimagrante non significa necessariamente ottenere un’immediata stabilizzazione dell’uricemia e la fase iniziale del percorso nutrizionale dovrebbe essere monitorata con particolare attenzione nei pazienti con gotta.

La dieta nella gotta
Attività fisica, peso e uricemia
Iperuricemia e gottaLa gotta è una malattia caratterizzata da infiammazione delle articolazioni per il deposito di cristalli di acido urico.
