Grassi del pesce sembrano favorire la risposta ai farmaci antidepressivi

Il consumo di specifiche categorie di acidi grassi potrebbe influenzare l’efficacia di alcuni trattamenti farmacologici antidepressivi.

Alimentazione e metabolismo potrebbero influire sull’efficacia di alcuni trattamenti farmacologici antidepressivi, specialmente se si tratta dei grassi. In particolare, il consumo di pesce potrebbe favorire la risposta ai farmaci. Vediamo perché.

Un recente studio ha rilevato che in un gruppo di 121 soggetti affetti da depressione maggiore venivano misurate concentrazioni piú elevate di acido arachidonico rispetto agli individui sani, ma anche di grassi insaturi in generale ed un maggiore livello di una particolare modificazione delle molecole di grasso nota come perossidazione.

Non solo, nello stesso gruppo di pazienti, gli individui che non rispondevano al trattamento con farmaci inibitori del reuptake della serotonina (SSRI) presentavano livelli significativamente differenti degli acidi arachidonico e eicosapentenoico rispetto ai pazienti che rispondevano efficacemente o in modo tardivo alla terapia.

Il dato piú significativo dello studio sembrerebbe essere, tuttavia, il fatto che queste relazioni dipendevano largamente dal consumo di pesce. Infatti, gli individui che riportavano di aver consumato pesce almeno una volta alla settimana presentavano una probabilitá di rispondere efficacemente al trattamento con SSRI pari al 75%, mentre per coloro che non consumavano pesce del tutto la probabilitá si fermava al 23%.

Una possible spiegazione per queste osservazioni potrebbe essere legata al fatto che sia il metabolismo dei grassi che il sistema endocrino noto come asse ipotalamico-pituitario-adrenergico sono entrambi coinvolti nelle risposte ai farmaci antidepressivi. Inoltre, la relazione tra questi due sistemi è stata dimostrata essere alterata nella depressione.

Una strategia per favorire la risposta ai farmaci antidepressvi potrebbe consistere dunque proprio nell’intervenire sul metabolismo dei grassi e, in questo scenario, il consumo di pesce potrebbe rappresentare un valido approccio. Parallelamente, il monitoraggio dei livelli di acido arachidonico potrebbe servire quale indicatore della capacità di risposta al trattamento.

Bigliografia :

Fonti :

ven 24 ottobre 2014
VEDI ANCHE
Parliamo di …