Fibre e metabolismo

L’apporto di fibre resta troppo basso
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L’assunzione di fibre alimentari potrebbe avere un ruolo favorevole sul profilo metabolico, ma nella popolazione studiata i consumi risultano ancora ampiamente inferiori ai livelli raccomandati. È quanto emerge da uno studio trasversale condotto su 820 adulti, con un’età media di circa 34 anni, valutati in un ambulatorio di medicina generale.

Lo studio

L’apporto alimentare è stato analizzato attraverso un questionario sulla frequenza di consumo degli alimenti, distinguendo l’assunzione totale di fibre e le principali fonti alimentari. Sono stati inoltre raccolti dati sociodemografici, antropometrici e metabolici.

L’assunzione media è risultata pari a 13,42 g di fibre al giorno, un valore considerato basso rispetto alle raccomandazioni nutrizionali. Anche le fonti di fibra variavano in funzione dell’età e del sesso. Gli adulti più giovani assumevano una quota maggiore di fibre provenienti da alimenti ricchi di carboidrati raffinati, mentre con l’aumentare dell’età cresceva il contributo di frutta e verdura. Le donne presentavano inoltre un consumo maggiore di fibre da alimenti integrali rispetto agli uomini.

Particolarmente interessante il rapporto con i parametri della regolazione glicemica. Nelle analisi non aggiustate, l’assunzione di fibre da alimenti integrali era inversamente associata sia all’insulina a digiuno sia all’indice HOMA-IR, un indicatore di insulino-resistenza. Queste associazioni, tuttavia, hanno perso significatività dopo la correzione per test multipli.

È invece rimasta significativa, nel modello aggiustato, l’associazione inversa tra assunzione totale di fibre e HOMA-IR (β = -0,148; p = 0,007). In altre parole, a un maggiore consumo complessivo di fibre corrispondeva un valore più basso dell’indice di insulino-resistenza, anche dopo aver tenuto conto di altre variabili.

Il dato suggerisce quindi che, nel valutare il possibile rapporto tra fibre e salute metabolica, sia importante considerare non soltanto la quantità consumata, ma anche la tipologia e la provenienza delle fibre.

Significato clinico

Per medici e nutrizionisti, i risultati richiamano l’attenzione sulla necessità di promuovere un maggiore consumo di alimenti naturalmente ricchi di fibre, soprattutto cereali integrali, frutta e verdura, nell’ambito di un’alimentazione complessivamente equilibrata. Tuttavia, la natura trasversale dello studio non permette di stabilire un rapporto causale tra maggiore assunzione di fibre e miglioramento della sensibilità insulinica.

In sintesi: gli adulti studiati consumavano mediamente solo 13,42 g di fibre al giorno e una maggiore assunzione totale era indipendentemente associata a un HOMA-IR più basso. Servono studi prospettici per verificare se l’aumento dell’apporto di fibre possa tradursi concretamente in un miglioramento del rischio metabolico.

Bibliografia : Kamile Marakoğlu, Fatma Hümeyra Yerlikaya Aydemir, Zehra Doğruer

mar 15 settembre 2026
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