Anemia mette a rischio il cuore nel paziente obeso

La presenza del disordine ematopoietico può esporre ad un elevato rischio cardiaco i soggetti caratterizzati da un eccesso del peso corporeo. L’evidenza da studio danese.

Anemia e sovrappeso sarebbero un pessimo binomio per la salute de cuore. Lo fanno sapere un gruppo di ricercatori danesi dell’Università di Copenhagen attraverso uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Obesity.

La condizione, in forma subclinica, potrebbe essere altamente diffusa nei soggetti sovrappeso ed obesi in quanto differenti meccanismi associate all’eccesso di peso sembrano contribuire allo sviluppo del disordine ematopoietico, primo fra tutti lo stato di debole infiammazione cronica dei tessuti e, secondariamente, un costante deficit relativo di ferro.

La presenza dell’anenia è tipicamente associate ad un maggiore rischo cardiovascolare nella popolazione generale, tuttavia, il suo impatto prognostico nei soggetti obesi non è noto.

Per fare chiarezza su questa situazione gli autori della pubblicazione hanno analizzato un gruppo di 9680 pazienti sovrappeso ed obesi classificati ad elevato rischio cardiaco i quai venivano stratificati in base ai livelli di emoglobina  e seguiti per verificare l’incidenza di eventi cardiovascolari primari (infarto miocadico non-fatale, ictus non-fatale e arresto cardiaco).

Dallo studio è così emerso che la severità dell’anemia correlava con il rischio di eventi cardiovascolari ed anche con la mortalità generale nei soggetti analizzati, confermandosi così un elemento di importante significato prognostico.

Gli autori hanno anche incluso nel loro modello di studio l’analisi dei livelli di creatinina. In questo modo risultava che anche la presenza di una condizione anemica debole si rivelava un forte elemento predittore del rischio di eventi cardiaci, evidenziando così un possibile coinvolgimento della disfunzione renale nel favorire il rischio.

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ven 20 giugno 2014
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