Remissione del diabete 2, la sfida

Ruolo di diagnosi e dieta
diabete-2

Un nuovo studio clinico randomizzato controllato rafforza le evidenze sul potenziale delle diete a bassissimo contenuto calorico (VLCD) nella remissione del diabete di tipo 2 (T2D), evidenziando però due determinanti cruciali: il tempo dalla diagnosi e il profilo dei macronutrienti.

Negli ultimi anni, la letteratura ha dimostrato che un marcato deficit energetico, associato a significativa perdita di peso, può portare alla remissione del T2D sia in soggetti normopeso sia in sovrappeso/obesi. Tuttavia, la risposta non è uniforme tra i pazienti e i fattori predittivi restano oggetto di studio.

Lo studio

Lo studio ha incluso soggetti con BMI >27 kg/m², stratificati per durata del diabete:

  • breve (≤4 anni)
  • lunga (≥8 anni)

I partecipanti sono stati sottoposti a una VLCD (600–800 kcal/die) per 3 mesi, con sospensione della terapia antidiabetica, e randomizzati a due regimi nutrizionali con diversa composizione di macronutrienti. L’intervento ha dato ottimi risultati:

  • Tasso globale di remissione: 72%
  • Perdita di peso media: circa 14–15 kg, senza differenze significative tra gruppi
  • Durata del diabete:
    • ≤4 anni → remissione 82%
    • ≥8 anni → remissione 50% (−32%, p=0,027)
  • Composizione della dieta:
    • alto contenuto di fibre e proteine, basso in carboidrati e grassi → remissione 91%
    • confronto → 56% (p=0,008)

Inoltre, i soggetti che hanno raggiunto la remissione presentavano:

  • glicemia a digiuno più bassa al basale
  • livelli più elevati di peptide C

I dati confermano che:

  • la perdita di peso è necessaria ma non sufficiente
  • la durata del diabete incide significativamente sulla probabilità di remissione, probabilmente per la progressiva compromissione della funzionalità delle β-cellule
  • il profilo nutrizionale della VLCD può modulare l’efficacia metabolica, oltre il semplice deficit calorico

Significato clinico

La remissione dovrebbe essere considerata un obiettivo realistico, anche in contesti ambulatoriali; gli interventi precoci dopo la diagnosi aumentano significativamente il successo

Le VLCD con:

  • maggiore quota proteica
  • elevato contenuto di fibre
  • restrizione dei carboidrati

possono offrire un vantaggio metabolico aggiuntivo

Importante notare che, sebbene la probabilità sia inferiore, la remissione resta possibile anche nei pazienti con lunga durata di malattia, suggerendo un potenziale beneficio di interventi intensivi anche in fasi avanzate.

Resta aperta la questione della sostenibilità a lungo termine, considerando l’elevata frequenza di recupero ponderale e il calo dei tassi di remissione nel tempo osservati in studi precedenti.

La remissione del T2D non è più un’eccezione, ma un obiettivo terapeutico concreto—purché guidato da strategie nutrizionali mirate e tempestive.

 

Bibliografia : Bettina Schuppelius, Elena Lalama, Jiudan Zhang et al

mar 5 maggio 2026
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