L’esercizio fisico nel controllo del peso corporeo: quanto è il giusto livello di attività?

Non basta muoversi
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L’adesione a programmi di esercizio fisico a lungo termine è difficile da ottenere. Tuttavia, i benefici sulla salute ed il benessere generale, derivanti dall’attività fisica, sono innegabili.

La riduzione della massa muscolare scheletrica (sarcopenia) osservata nell’anziano, dovuta ad inattività fisica, è responsabile della debolezza e suscettibilità a cadute. Inoltre, l’abitudine all’esercizio muscolare è alla base della prevenzione di numerosi meccanismi fisiopatologi cardiovascolari.

È accertato il fatto che l’attività fisica favorisce la riduzione del peso corporeo negli individui sovrappeso ed obesi, ma la sua intensità e durata di svolgimento ottimale non sono chiare.

Le linee guida federali americane, stilate nel 2008, raccomandavano almeno 150 minuti per settimana (7.5 MET, equivalenti metabolici) di esercizio di moderata intensità, per ottenere sostanziali benefici di salute.

Lo studio

Per valutare gli effetti dell’esercizio fisico sullo stato ponderale nel lungo termine, i ricercatori dell’Harvard Medical School hanno allestito uno studio di coorte prospettico, coinvolgente 34,079 donne americane sane (età media, 54.2 anni), durante il quale hanno esaminato l’associazione tra il livello di intensità di attività fisica ed i cambiamenti di peso tra gli anni 1992 e 2007.

All’inizio dello studio ed a 36, 72, 120, 144 e 156 mesi sono state raccolti i dati relativi alle misurazioni del peso corporeo e del livello di esercizio fisico.

Hanno classificato le donne nei seguenti gruppi, basati sul livello di attività fisica, espresso in equivalenti metabolici (MET): 7.5, da 7.5 a meno di 21 e da 21 in su.

Misurazioni continue ad intervalli di 3 anni hanno permesso di valutare in modo prospettico la correlazione tra attività fisica ed i cambiamenti di peso corporeo.

Inoltre, durante lo studio, i ricercatori hanno raccolto informazioni addizionali tra cui l’abitudine al fumo, l’utilizzo di ormoni postmenopausali, l’assunzione di alcool ed il tipo di dieta.

Durante lo studio, si è registrato un’aumento medio di peso corporeo delle partecipanti di 2.6 kg.

L’analisi multivariata, comparante le donne che coprivano 21 o più MET alla settimana con quelle che spendevano da 7.5 a meno di 21, ha dimostrato che il gruppo guadagnava una media (SD) di 0,11 kg durante un singolo intervallo tra le misurazioni, e che coloro che spendevano meno di 7.5 MET alla settimana guadagnavano 0,12 kg.

È stata osservata una significativa influenza del valore di BMI sull’effetto complessivo dell’esercizio, tanto che si presentava una relazione inversa dose-risposta tra i livelli di attività e l’aumento di peso tra le donne con un BMI inferiore a 25.

Questa associazione non è stata osservata tra le donne con un BMI compreso tra 25 e 29.9, pari a 30 o superiore (sovrappeso e obese).

Un totale di 4540 donne con BMI basale inferiore a 25, ha mantenuto con successo il proprio peso guadagnando meno di 2,3 kg durante il corso dello studio. Il livello medio di attività di questi soggetti era di 21.5 MET (circa 60 minuti al giorno di attività fisica di moderata intensità).

In conclusione, 60 minuti al giorno di attività fisica di moderata intensità hanno permesso, nel contesto di una dieta sana, di mantenere un normale peso corporeo, determinando un aumento ponderale inferiore a 2,3 kg durante i 13 anni dello studio.

Tuttavia, l’attività fisica è risultata associata ad un ridotto aumento di peso solo tra coloro il cui BMI era inferiore a 25.

Significato clinico

Tra le donne di peso corporeo normale, la probabilità di aumentare di peso si riduce all’aumentare del livello di attività fisica.

Per le donne che già presentano sovrappeso o obesità, l’aumento di attività fisica da sola non è in grado di prevenire ulteriore aumento di peso.

Questi soggetti devono, in primo luogo ridurre l’assunzione di calorie ed osservare almeno 30 minuti di attività fisica di moderata intensità per più giorni per ottenere significativi benefici sulla salute.

Bigliografia :
Fonti :

ven 3 settembre 2010
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