La nostra dieta nella pratica clinica


Le malattie croniche non trasmissibili (NCD) rappresentano oggi la principale causa di morbilità, mortalità e incremento dei costi sanitari a livello globale. In una popolazione che invecchia, il peso delle NCD è fortemente influenzato da stili di vita non salutari, in particolare da modelli alimentari inadeguati. In questo contesto si inserisce la pubblicazione delle Linee guida nazionali 2025 sulla Dieta Mediterranea, frutto di un rapporto congiunto tra le principali società scientifiche italiane e la task force dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Il documento
Le nuove linee guida mirano a fornire raccomandazioni basate sull’evidenza per l’utilizzo della Dieta Mediterranea (DM) non solo come strumento di prevenzione primaria, ma anche come intervento terapeutico integrato nella pratica clinica. Tradizionalmente associata a una longevità sana, la DM viene oggi riconosciuta come modello alimentare di riferimento nella gestione di numerose patologie croniche.
Il documento è stato sviluppato attraverso una revisione sistematica completa condotta secondo la metodologia NUTRIGRADE, che consente di valutare in modo strutturato la qualità delle prove nutrizionali. Un gruppo multidisciplinare di esperti in ambito clinico, metodologico e di sanità pubblica ha analizzato le evidenze relative a:
- 9 ambiti sanitari principali;
- 1 ambito economico, focalizzato sull’impatto sui costi sanitari.
Sono stati consultati molteplici database senza restrizioni temporali, includendo studi osservazionali, trial clinici e meta-analisi.
Dall’analisi delle evidenze sono state formulate 84 raccomandazioni basate sull’evidenza. I risultati più rilevanti indicano che:
- l’aderenza alla DM è associata a una riduzione significativa della mortalità per tutte le cause nella popolazione generale;
- si osserva una riduzione consistente della morbosità e mortalità cardiovascolare, in particolare nei soggetti ad alto rischio;
- evidenze di alta qualità supportano un effetto protettivo nei confronti di infarto del miocardio, ictus, fibrillazione atriale e arteriopatia periferica;
- sul versante oncologico, la DM è associata a una minore incidenza di diversi tipi di tumore e a un miglioramento degli esiti di sopravvivenza;
- ulteriori benefici riguardano la riduzione del rischio di diabete di tipo 2, sindrome metabolica e obesità, nonché un rallentamento del declino cognitivo;
- sono stati documentati effetti favorevoli anche sugli esiti della gravidanza.
La forza delle raccomandazioni varia in funzione dell’esito clinico e della popolazione target, ma molte indicazioni risultano supportate da evidenze solide e coerenti.
Significato clinico
Per medici e nutrizionisti, le Linee guida 2025 rappresentano un riferimento autorevole per integrare la Dieta Mediterranea nei percorsi di prevenzione e cura. Il documento sottolinea l’importanza di:
- promuovere l’aderenza alla DM come intervento di prima linea;
- personalizzare le raccomandazioni in base al profilo di rischio del paziente;
- considerare la DM come parte integrante di strategie multidisciplinari di gestione delle NCD.
Le nuove Linee guida nazionali confermano la Dieta Mediterranea come uno degli interventi dietetici meglio supportati dalla letteratura scientifica, con benefici estesi alla prevenzione e al trattamento delle principali malattie croniche. La loro implementazione sistematica nella pratica clinica, nella sanità pubblica e nelle politiche nutrizionali è fortemente raccomandata per migliorare la salute della popolazione e ridurre il carico sanitario complessivo.

Dieta mediterranea sempre vincente
L’alimentazione e la nutrizioneAlimentazione e nutrizione sono concetti complementari; hanno lo scopo di mantenere lo stato di salute, svolgendo un ruolo di prevenzione.

