Età e metabolismo


Gli anziani sono particolarmente esposti a episodi di digiuno involontario, soprattutto in corso di malattia o ridotto apporto alimentare. Tuttavia, finora mancava una valutazione sistematica di come l’invecchiamento influenzi l’utilizzo dei diversi substrati energetici durante il digiuno.
Un recente studio confronta la risposta metabolica di adulti giovani e anziani a un digiuno di 36 ore, evidenziando differenze clinicamente rilevanti.
Lo studio
Lo studio ha coinvolto:
- 10 adulti anziani sani (60–81 anni)
- 10 adulti giovani (18–35 anni)
I ricercatori hanno valutato la composizione corporea e la mobilizzazione e l’ossidazione di proteine, grassi e carboidrati prima e dopo un digiuno di 36 ore, analizzando parametri di lipolisi, produzione di glucosio e turnover proteico.
In entrambi i gruppi, il digiuno ha indotto un marcato spostamento verso l’ossidazione dei grassi:
- dal 52–55% del dispendio energetico a riposo (REE) in fase post-assorbitiva
- al 63–68% dopo 36 ore di digiuno
Parallelamente si è osservata una riduzione dell’ossidazione dei carboidrati.
Nonostante una diminuzione dell’ossidazione proteica con il digiuno in entrambi i gruppi, negli anziani le proteine hanno continuato a contribuire in modo significativo al metabolismo energetico:
- 16–18% del REE dopo il digiuno
Le analisi hanno mostrato interazioni significative tra età e digiuno per numerosi parametri metabolici. In particolare:
- i giovani hanno presentato una maggiore riduzione della produzione di glucosio e un aumento più marcato della lipolisi e del turnover proteico
- gli anziani hanno mostrato risposte attenuate del metabolismo del glucosio e della leucina, ma hanno mantenuto una sostanziale ossidazione proteica
Significato clinico
Questi risultati suggeriscono che, durante il digiuno a breve termine, gli adulti più anziani dipendono maggiormente dal catabolismo proteico continuo rispetto ai giovani. Questo adattamento metabolico può contribuire alla vulnerabilità alla perdita di massa muscolare, soprattutto in presenza di:
- malattie acute o croniche
- ridotto apporto proteico
- periodi prolungati di inappetenza
Nei soggetti anziani, quindi, anche brevi periodi di digiuno possono avere un impatto significativo sulla massa muscolare. Ciò rafforza l’importanza di:
- prevenire il digiuno involontario
- garantire un adeguato apporto proteico
- intervenire precocemente con strategie nutrizionali mirate durante malattia o ospedalizzazione
La gestione nutrizionale dell’anziano dovrebbe quindi considerare non solo il bilancio energetico, ma anche la protezione della massa magra come obiettivo prioritario.

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