Vita regolata per l’insufficienza cardiaca

I cambiamenti dello stile di vita, dieta compresa, nei pazienti con insufficienza cardiaca, sembrano più efficaci della restrizione dei liquidi e dell’esercizio fisico.

Alcuni ricercatori olandesi hanno utilizzato i dati dello studio COACH (Coordinating study evaluating Outcomes of Advising and Counselling in Heart failure). Si è così evidenziato che l’adesione allo stile di vita sembra migliore quando il paziente può rimanere “passivo” piuttosto che “attivo”, come succede invece se si impegna in un’attività fisica e pesatura quotidiana. Naturalmente è importante notare che l’esercizio fisico può risultare difficoltoso con una malattia cronica progressiva come l’insufficienza cardiaca. 

Comunque l’adesione alle raccomandazioni ricevute per lo stile di vita e per la dieta è di grande importanza, e si traduce in una riduzione della mortalità. Gli autori ritengono dunque che quando si prendono in considerazione le comorbidità, le interazioni farmacologiche, e le frequenti esacerbazioni dell’insufficienza cardiaca, un uso intelligente del telemonitoraggio personalizzato, da parte di un operatore sanitario esperto, basato su un counselling adeguato e assiduo potrebbe essere molto utile.

Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23446160
Ned Tijdschr Geneeskd. 2013;157(9):A6034.
[Adherence to lifestyle recommendations of patients with heart failure: one size fits all?].

Bigliografia :

Fonti :

lun 11 marzo 2013
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