Via libera per il farmaco Pertuzumab in Europa

L’Agenzia Europea del Farmaco ha recentemente approvato la distribuzione del farmaco pertuzumab per il trattamento del tumore al seno metastatico HER2-positivo.

L’agenzia europea del farmaco ha recentemente approvato la distribuzione del farmaco pertuzumab per il trattamento del tumore al seno metastatico HER2-positivo.

Pertuzumab, Perjeta, questo il suo nome commerciale, è approvato per il trattamento combinato con il farmaco trastuzumab (Herceptin, Roche/Genentech) e docexatel nelle pazienti affette da tumore al seno metastatico positivo per il recettore HER2 oppure con malattia locale ricorrente non operabile chirurgicamente, le quali non hanno riecevuto in precedenza alcuna terapia anti-HER2 o chemioterapia per la malattia metastatica.

Questa combinazione farmacologica, unita alla chemioterapia, sarebbe in grado di estendere significativamente la sopravvivenza delle pazienti rispetto a qualunque altra precedente combinazione con trastuzumab o alla chemioterapia sola.

Così affermano i vertici della casa farmaceutica Roche, produttrice del farmaco. Pertuzumab aveva già l’approvazione negli Stati Uniti nel 2012, mentre in Europa il via libera alla commercializzazione è giunta in seguito allo studio clinico di fase 3 CLEOPATRA (Clinical Evaluation of Pertuzumab and Trastuzumab), nel quale è stato dimostrato che combinazione dei tre farmaci pertuzumab, trastuzumab e docetaxel era in grado di estendere mediamente la sopravvivenza senza progressione della malattia o decesso di 6,1 mesi rispetto alle precedenti combinazioni farmacologiche.

Quando utilizzato come singolo agente, pertuzumab sembra esercitare solo una modesta attività anti-tumorale, mentre il suo utilizzo in combinazione con trastuzumab produrrebbe un effetto sinergico. I due farmaci presentano infatti meccanismi complementari di azione in quanto bloccano porzioni distinte del recettore HER2 sulle cellule tumorali.

Questa azione combinata risulterebbe più efficace nel bloccare le vie di segnalazione cellulare innescate dal recettore che conducono alla proliferazione cellulare. I ricercatori dello studio CLEOPATRA hanno infine rimarcato che l’utilizzo della tripla terapia non risulta in un aumento della disfunzione sistolica a livello del ventricolo sinistro.

Bigliografia :

Fonti :

mar 12 marzo 2013
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