Variazioni di peso nell’anziano: quali rischi?

Il sovrappeso stabile nell’età anziana sembra correlare con una maggiore sopravvivenza. Più pericoloso, invece, l’aumento di peso costante.

Un recente studio ha analizzato la relazione tra le traiettorie corporee negli anziani e il rischio di mortalità. Dall’indagine è emerso che il mantenimento del sovrappeso in una situazione stabile correla con una maggiore sopravvivenza dopo i sessant’anni. A rischio invece quegli anziani che presentano traiettorie ponderali caratterizzate da un aumento di peso nel range dell’obesità.

Lo studio, coordinato dal Dr. Hui Zheng della Ohio State University di Columbus, ha per la prima volta esaminato l’associazione tra le dinamiche corporee nell’età anziana e il rischio di mortalità. Precedenti analisi avevano altrimenti valutato una simile associazione, basandosi però sui valori antropometrici “statici” derivati dal calcolo dell’indice di massa corporea (BMI).

Nel presente studio, invece, gli autori hanno analizzato in maniera longitudinale 9,538 individui si età compresa tra 51 e 77 anni, raggruppandoli nelle seguenti sei differenti categorie di traiettoria corporea di BMI: peso normale – calo ponderale, peso normale – aumento ponderale, sovrappeso stabile, sovrappeso – obesità, obesità classe I – aumento di peso e obesità classe II/III – aumento di peso.

L’analisi della sopravvivenza ha quindi rivelato che gli individui inclusi nella categoria di sovrappeso stabile presentavano i tassi di mortalità più bassi. Al contrario, le categorie di peso normale – calo ponderale e obesità classe II/III – aumento di peso presentavano entrambe la minore sopravvivenza.

Queste associazioni si mantenevano significative anche in seguito a correzione statistica per caratteristiche demografiche, socioeconomiche, abitudine al fumo e presenza di patologie croniche.

Inoltre, lo studio ha rivelato una maggiore capacità predittiva delle traiettorie BMI rispetto alla condizione statica del BMI nel predire il rischio di mortalità dell’anziano.

In conclusione, lo studio ha sottolineato come l’aumento di peso dopo i 60 anni nei soggetti già obesi rappresenti un serio pericolo per la salute, rivelato da una minore sopravvivenza e suscettibilità a eventi cardiovascolari e complicazioni di condizioni patologiche già presenti.

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Fonti :

mer 9 ottobre 2013
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