Un nuovo parametro prognostico per il carcinoma mammario invasivo

Lo studio dell’attività metabolica dei linfonodi metastatici ascellari prima del trattamento potrebbe servire come fattore prognostico nelle pazienti con tumore al seno duttale.

A causa della natura biologica e clinica particolarmente eterogenea del tumore al seno, si richiedono parametri capaci di fornire una stima del comportamento della malattia prima, durante e dopo il trattamento.

Nel presente studio, un gruppo di ricercatori sud coreani ha riscontrato che l’attività metabolica dei linfonodi ascellari era indipendentemente e significativamente predittiva della sopravvivenza libera da malattia delle pazienti.

Lo studio ha investigato la possibile utilità prognostica del valore massimo standardizzato di  Uptake (SUVmax) da parte dei linfonodi ascellari metastatici valutata attraverso tomografia ad emissione di positroni (PET) prima del trattamento del carcinoma mammario invasivo duttale.

Nell’analisi sono state tenute in considerazione altre potenziali variabili confondenti come età e lo stato dei recettori degli estrogeni e del progesterone del fattore di crescita epidermico.

Gli autori hanno riscontrato che il valore SUVmax  era significativamente superiore nelle pazienti che presentavano una recidiva rispetto a quelle libere da malattia. Un valore di SUVmax pari a 2,8 risultava il cutoff ottimale per predirre la sopravvivenza libera da malattia. Tutte le altre variabili, tra cui lo stato dei recettori ormonali, non erano associate con l’esito della malattia.

A detta dei ricercatori, queta osservazione potrebbe essere spiegata sia dall’effetto del farmaco  trastuzumab in combinazione con la presenza di fattori prognostici negative, sia dall’elevata attività metabolica a livello dei linfonodi ascellari metastatici, sede di una densa proliferazione di cellule maligne. Gli autori hanno comunque avvertito sul carattere generalizzante di queste osservazioni e hanno sottolineato la necessità di studi prospettici per stabilire definitivamente se l’attività metabolica dei linfonodi metastatici rappresenta il principale fattore vantaggioso per predirre la sopravvivenza libera da malattia.

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Fonti :

sab 10 novembre 2012
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