Tessuto adiposo bruno: nuove evidenze su un possibile ruolo terapeutico

I depositi adiposi cervicali subiscono un particolare tipo di differenziamento in risposta allo stimolo con una molecola endogena. L’evidenza lascia pensare a possibili risvolti terapeutici.

Nuove evidenze sperimentali portano in primo piano la possibilità del differenziamento delle cellule adipose quale possibile soluzione terapeutica per combattere le disfunzioni metaboliche e l’eccessivo accumulo di grasso corporeo.

L’ultima novità riguarda infatti proprio la capacità di stimolare un particolare processo di maturazione delle cellule adipose presenti nella regione cervicale favorendone la conversione da semplice tessuto adiposo a tessuto capace di “bruciare” in modo estremamente attivo le calorie: si tratterebbe, in poche parole, di passare dal tessuto adiposo di tipo bianco a quello di tipo bruno, dotato, quest’ultimo della capacità unica di svolgere una funzione di “termogenesi”, ovvero la produzione di calore utilizzando attivamente il combustibile accumulato sottoforma di depositi lipidici.

Questo processo metabolico sarebbe possibile in seguito alla stimolazione da parte di una molecola prodotta dalle stesse cellule adipose che agirebbe da induttore, il fattore di crescita dei fibroblasti 21 (FGF21).

Nello studio, i ricercatori del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases presso Bethesda, hanno potuto dimostrare che quando gli adipociti immaturi cervicali venivano stimolati in vitro questi davano origine a cellule adipose di tipo bruno, come confermato da una riprogrammazione sostanziale dell’espressione genica, e aumentava anche la produzione della molecola FGF21.

Il trattamento delle cellule di tipo adiposo bianco con la molecola FGF21, infine, determinava una aumento dell’ossidazione degli acidi grassi intracellulari e della produzione di calore metabolico, cioè del fenomeno di termogenesi.

Lo studio ha quindi fornito per la prima volta evidenza della possibilità di indurre il processo di termogenesi negli adipociti derivanti dai depositi di grasso corporeo localizzato nella regione cervicale, rivelando il ruolo potenzialmente terapeutico della molecola FGF21 quale induttore di questo processo.

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Fonti :

mar 25 febbraio 2014
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