Terapia con Vemurafenib, la dermoscopia individua effetti collaterali

Il follow-up dermoscopico permette di riconoscere gli effetti collaterali dermatologici associati al trattamento con il farmaco chemioterapico Vemurafenib.

La tecnica dermoscopia facilita l’identificazione dell’insorgenza di melanomi secondari indotti dall’utilizzo del farmaco chemioterapico Vemurafenib, impiegato nel trattamento dei pazienti affetti da melanoma metastatico.

L’evidenza, fornita dai ricercatori francesi del Centre Hospitalier Lyon Sud, punta ad un nuovo ruolo della tecnica di microscopia in vivo nell’assistere il trattamento con il farmaco chiemioterapico Vemurafenib, un composto inibitore della proliferazione delle cellule melanocitiche di recente approvazione, del quale si sospetta però un possibile effetto collaterale legato allo sviluppo di tumori cutanei secondari.

Per dimostrare l’utilità della tecnica, gli autori dello studio hanno reclutato 42 pazienti destinati al trattamento con Vemurafenib nei quali veniva eseguito un esame dermoscopico digitale a corpo intero prima dell’inizio del trattamento e un successive follow-up dermoscopico ogni 7 mesi. In totale, i ricercatori hanno analizzato 2155 lesioni, delle quali almeno il 56% presentava un certo grado di evoluzione durante il corso dello studio.

Le più frequenti variazioni osservate nelle lesioni riguardavano il colore e la comparsa e scomparsa di globuli. Lo studio eseguito con dermoscopia digitale ha determinato l’escissione di 36 lesioni su 2155 (1,6%), di cui 14 sono state provate melanoma primari, confermando così la specificità dell’esame, oltre alla possibilità offerta da questo di monitorare gli effetti collaterali associati al trattamento.

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Fonti :

lun 21 aprile 2014
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