Terapia cognitivo-comportamentale nel mal di schiena cronico non specifico

Una ricerca in letteratura su tutti gli studi pubblicati fino al luglio 2012 (PubMed e PsycINFO) dei risultati della terapia cognitivo-comportamentale (CBT) nel mal di schiena in studi randomizzati e controllati e relative review ha prodotto 108 studi, con 46 di questi inclusi nell’analisi.

Classificati come ammissibili gli studi in cui CBT è stata confrontata con l’attesa/ trattamento consueto, fisioterapia/esercizio, informazione/educazione, biofeedback, trattamento comportamentale, intervento spinale lombare, e tecniche di relax.

I risultati hanno dimostrato che la CBT è un trattamento benefico per il dolore alla schiena cronico su una vasta gamma di variabili rilevanti, cognitive, comportamentali e fisiche, soprattutto se paragonata all’attesa/ trattamento consueto. Per quanto riguarda gli altri trattamenti di confronto, i risultati sono variabili e quindi non si possono trarre conclusioni.

In caso di dolore a bassa disabilità possono essere sufficienti terapie semplici basate sull’evidenza di efficacia: l’esercizio fisico riduce il dolore e migliora lo stato funzionale.

È indicata terapia farmacologia orale con FANS per brevi periodi o analgesici (tramadolo anche in associazione con paracetamolo). Possono essere presi in considerazione i miorilassanti e gli antidepressivi triciclici, valutando con attenzione rischi e benefici.

Quando ha fallito il trattamento monodisciplinare è raccomandata la presa in carico da parte di un team multidisciplinare: sono consigliati l’approccio cognitivo-comportamentale, nonché brevi interventi educazionali. 

Interventi multidisciplinari e transdisciplinari che integrano la CBT con altri approcci possono rappresentare la direzione futura della gestione del mal di schiena cronico con trattamenti modificati per circostanze specifiche e secondo le parti interessate.

Bigliografia :

Fonti :

mer 31 ottobre 2012
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