Sono operative le nuove Linee di Indirizzo Nazionale per la Ristorazione Ospedaliera Pediatrica

Lo scorso 18 dicembre lo Stato e le Regioni hanno sancito l’intesa per l’applicazione delle nuove Linee di Indirizzo Nazionale per la Ristorazione Ospedaliera Pediatrica in tutta Italia.

Queste nuove linee guida rappresentano, non solo il punto di partenza per la definizione di schemi nutrizionali adeguati per il piccolo degente, ma anche un utile ed importante strumento per l’identificazione di condizioni di malnutrizione in ambito ospedaliero. Ogni ospedale dovrà difatti attrezzarsi per garantire al bambino, entro 24 ore dall’accettazione, un vero e proprio screening nutrizionale (con ripetizione di tale procedura ogni 7 giorni), offrendo poi ai genitori chiare indicazioni alimentari da seguire una volta a casa, secondo quelli che sono i fabbisogni del bambino in crescita e in base alla presenza di un eventuale stato di malnutrizione. Tale procedura consentirà, quindi, sia di contrastare l’insorgenza di stati di malnutrizione ospedaliera che di correggere eventuali stati di malnutrizione già presenti. 

Le linee guida offrono, inoltre, un dettagliato capitolato per le forniture alimentari ospedaliere tenendo proprio conto del fatto che “la ristorazione ospedaliera è da considerarsi parte integrante della terapia clinica”. La malnutrizione ospedaliera è difatti causa di significativi effetti negativi sulla salute dei più piccoli con valori di prevalenza di malnutrizione per difetto e per eccesso che sembrano raggiungere rispettivamente il 47% e 41%.

Nel momento in cui il piccolo degente non è in grado di deglutire, digerire o assorbire un’adeguata quantità di nutrienti si rende necessaria la Nutrizione Enterale (NE), in prima battuta, o, in caso di periodi di lunga durata (> 2-3 mesi), il posizionamento della Gastrostomia Endoscopica Percutanea (PEG). A tal proposito, le linee guida definiscono, quindi, le indicazioni principali alla NE, la sede e le modalità di infusione e le diverse indicazioni in base all’età inferiore o superiore all’anno. 

Infine, le linee guida nazionali per la ristorazione ospedaliera pediatrica forniscono, in appendice, indicazioni alimentari per la popolazione pediatrica di età compresa tra 0 e 3 anni. 
Durante i primi 6 mesi di vita, la scelta primaria è rappresentata dall’allattamento al seno, salvo impossibilità. Il latte materno è difatti un alimento funzionale, specie-specifico e da diversi studi è risultato essere un sistema biologico di prevenzione per la salute del bambino. 
Intorno ai 6 mesi, o comunque non prima della 17° e non oltre la 26° settimana di vita, deve aver inizio il divezzamento con l’introduzione di alimenti solidi e liquidi diversi dal latte materno. Quest’ultimo infatti diventa insufficiente, da solo, a soddisfare i fabbisogni di macro e micronutrienti del bambino in crescita. Tuttavia, l’allattamento al seno deve comunque proseguire, se possibile, anche durante il divezzamento; mentre, in caso di impossibilità, si deve ricorrere ad un latte formulato. Il latte vaccino non deve esser somministrato prima dei 12 mesi e, ancor meglio, dopo il secondo anno di vita. 
Infine, tra i 12 e 36 mesi, sono consigliati 4 pasti giornalieri suddivisi tra colazione (20% dell’energia), pranzo (40% dell’energia), merenda (10% dell’energia) e cena (30% dell’energia), alternando durante la settimana, come secondo piatto, la carne (3 volte a settimana), il pesce (3-4 volte a settimana), l’uovo (1 volta a settimana), il formaggio (2 volte a settimana) e i legumi (3-4 volte a settimana). Per quel che riguarda la merenda, importante rompi-digiuno per il bambino, vengono proposte diverse alternative: pane e marmellata, frutta fresca di stagione (non passata né frullata), yogurt e biscotti secchi, spremuta di arance e biscotti secchi, pane e olio, pane e pomodoro, fetta di torta saltuariamente e prodotti confezionati nutrizionalmente adeguati. 

Non solo quindi per il bambino ospedalizzato, ma per la popolazione pediatrica in generale, queste linee guida offrono utili indicazioni alimentari, da rapportare al fabbisogno energetico, di proteine, carboidrati, lipidi, minerali e vitamine, diverso in base a sesso ed età, secondo i nuovi LARN- IV revisione. 

http://www.statoregioni.it/Documenti/DOC_046003_190%20%20CSR%20PUNTO%202.pdf

Bigliografia :

Fonti :

lun 12 gennaio 2015
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