Sfatato il mito del “paradosso dell’obesità”

Un recente studio americano svela l’inconsistenza del mito che vorrebbe gli individui affetti da diabete in sovrappeso esposti ad un rischio inferiore di mortalità rispetto ai soggetti normopeso.

La conclusione sembra non lasciare spazio ad alcun dubbio: non esisterebbe alcun “paradosso dell’obesità”.

Vale a dire che l’ipotesi per cui gli individui diabetici caraterizzati da un eccesso di peso sarebbero protetti contro lo la mortalità per diverse cause non avrebbe alcun significato, ma deriverebbe da alcuni artefatti analitici dovuti all’esistenza di fattori condondenti, primo fra tutti l’abitudine al fumo, e metodologici, come la dimensione dei campioni di individui analizzati.

Il dato emerge da un recente studio condotto presso la Harvard School of Public Health di Boston, nel quale i ricercatori hanno potuto rilevare un’incidenza piuttosto simile della mortalità legata a patologie cardiovascolari, tumore nei soggetti diabetici, indipendentemente dal valore dell’indice di massa corporea.

Il risultato è piuttosto significativo in quanto cancellerebbe la tradizionale concezione dell’esistenza di vantaggio nella sopravvivenza al diabete associato al sovrappeso.

Lo studio in questione, pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine, ha anlizzato la relazione tra il valore dell’indice di massa corporea (BMI) e la mortalità utilizzando i dati relativi a 8970 individui provenienti dal Nurses’ Health Study e 2457 Health Professionals Follow-up Study.

In breve lo studio ha mostrato chiaramente che in presenza di un più elevato valore di BMI così era anche il rischio di mortalità, tuttavia, la relazione tra i pazienti fumatori era meno chiara probabilmente, speigano gli autori, poichè questi individui pur presentando un valore di BMI basso sono particolarmente esposti ad un rischio cardiovascolare.

Non solo, un ulteriore fattore confondente evidenziato dallo studio consiste nell’età in cui viene diagnosticata la presenza del diabete: infatti, il rischio di mortalità per diverse cause risultava essere più elevato in presenza di un’aumento nel tempo del BMI ma soprattutto quando il disordine metabolico veniva diagnosticato prima dei 65 anni.

Secondo gli autori, fattori come il fumo e l’età alla diagnosi del diabete costituirebbero dunque i due principali fattori confondenti che possono avere generato il mito del “paradosso dell’obesità” nella relazione tra costituzione corporea e mortalità. Una ragione in più per insistere sulla necessità del controllo del peso corporeo come principale strategia per limitare gli effetti della presenza del diabete.

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Fonti :

ven 24 gennaio 2014
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