Screening densità ossea: una, due, quante volte?

Dopo la menopausa, con quale regolarità occorre sottoporsi allo screening della densità ossea per prevenire il rischio di frattura? Un recente studio svela limiti della ripetizione dell’esame.

Quante volte occorre sottoporsi a screening della densità minerale ossea dopo la menopausa? Possono più ripetizioni dell’esame fornire una più accurata del rischio di frattura?

Le risposte a queste domande giungono da un recente studio condotto dai ricercatori dell’Institute for Aging Research presso il centro Hebrew SeniorLife di Boston. Secondo gli autori della pubblicazione presentata sulla rivista Journal of American Medical Association, ripetere l’esame densitometrico eseguito a distanza di 4 anni dal primo non fornirebbe risultati differenti e quindi non sarebbe in grado di rivelare una variazione nel rischio di frattura osteoporotica.

In breve, lo studio ha coinvolto 310 uomini e 492 donne di età media 74 anni. Nonostante la ripetizione dell’esame durante il follow-up dimostrasse una minima ma significativa riduzione della densità minerale nel tempo, queste osservazioni non correlavano con l’incidenza di fratture nel campione considerato e, addirittura, l’inclusione della variazione della resistenza ossea in un modello predittivo basato sul valore basale della densità minerale si rivelava ancora meno efficace nel predire il rischio di frattura.

In conclusione, lo studio ha dimostrato come nei soggetti anziani che non siano trattati farmacologicamente per l’osteoporosi, il risultato di un solo esame densitometrico sembrerebbe essere sufficiente per stabilire il rischio di frattura osteoporotica da debole trauma.

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Fonti :

ven 4 ottobre 2013
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