Scelte alimentari e Corea di Huntington: quale protezione?

L’aderenza alla dieta mediterranea non sembra prevenire l’insorgenza della malattia neurologica nei soggetti geneticamente predisposti. Lo stesso studio fornisce però altre evidenze sul ruolo dell’alimentazione.

L’aderenza alla dieta mediterranea non fornirebbe alcuna significativa protezione contro l’insorgenza della Corea di Huntington, una malattia neurodegenerativa determinata dalla presenza di anomalie genetiche a carico di un solo gene.

Questa la conclusione dei ricercatori dell’Huntington Study Group PHAROS, i quali hanno potuto dimostrare che l’aderenza al modello alimentare mediterraneo non sembra ritardare la cosiddetta feno-conversione, cioè la manifestazione clinica dei sintomi della patologia: declino cognitivo, problemi psichiatrici e coordinazione motoria.

I risultati giungono da uno studio che ha visto la partecipazione di 41 centri di studio sulla malattia in USA e Canada che hanno seguito ad intervalli di nove mesi tra il 1999 e il 2010 un totale di 1001 pazienti caratterizzati da un numero di espansione di triplette superiore a 37.

Gli autori hanno osservato che il livello di aderenza alla dieta mediterranea non correlava con la probabilità ed età d’insorgenza della feno-conversione. Tuttavia, quando i singoli alimenti del modello alimentare venivano analizzati singolarmente, appariva una chiara associazione tra il consumo di elevate quantità di latticini e, complessivamente, un maggiore assunzione di calorie e il rischio di feno-conversione.

In conclusione, a differenza di quanto dimostrato per la malattia di Alzheimer e di Parkinson, la dieta mediterranea di per sé non sembra prevenire la manifestazione dei sintomi clinici della Corea di Huntington. Tuttavia, lo studio ha dimostrato come alcuni componenti dell’alimentazione, così come la spesa energetica nella fase non-manifesta della patologia, possano avere un impatto sulla presentazione dei sintomi. Queste osservazioni, seppur preliminari, potrebbero aprire la strada verso un approccio alimentare per ritardare il più possibile la manifestazione clinica della malattia di Huntington.

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Fonti :

mer 2 ottobre 2013
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