Salute ossea nella sclerodemia, nuovi dati epidemiologici

Una recente analisi della letteratura rivela l’incidenza dei disordini minerali ossei nei soggetti affetti da sclerodermia e quali costituiscono i principali fattori di rischio.

I pazienti affetti da sclerodemia, specialmente il sesso femminile è esposto ad un significativo rischio di fratture ossee derivanti da una evidente compromissione della densità minerale ossea.

È questa la conclusione presentata dai ricercatori canadesi arruolati nel Toronto Scleroderma Program, un’iniziativa volta a quantiticare l’impatto di questa patologia a base auto-immunitaria sullo sviluppo di altre condizioni patologiche. Oggetto del presente studio era appunto la ricaduta che questa malattia sistemica esercita sul sistema scheletrico.

Gli effetti della sclerosi sistemica sull’osso non sono completamente chiari, infatti. Per raggiungere una posizione condivisa sul tema, gli autori hanno condotto una ricerca sui principali database di letteratura scientifica ricercando studi clinici di particolare interesse epidemiologico.

L’analisi di MEDLINE, Evidence Based Medicine Reviews, EMBASE e CINAHL ha fornito una lista di 19 pubblicazioni da cui sono state estratte le principali conclusioni. La razza causasica, il sesso femminile e lo stato si post-menopausa costituiscono di per se i principali fattori di rischo per lo sviluppo del disordine autoimmune. La prevalenza di una bassa densità minerale ossea e dell’osteoporosi conclamata si aggirano tra il 27%-53.3% e il 3%-51.1%, rispettivamente dei pazienti.

Tra i principali fattori di rischio per la presenza di una bassa densità ossea nella sclerodermia figurano una storia familiare di osteoporosi, l’età avanzata, la menopausa, la variante diffusa della patologia e il coinvolgimento degli organi interni, la presenza di bassi livelli di vitamin D e calcinosi.

Meno chiara, invece, l’incidenza di fratture ossee, compresa tra 0 e 38%. In conclusione, questi dati dimostrano come il rischio di fratture ossee da debole trauma causate da una ridotta densità minerale ossea sia un problema tangibile nei pazienti affetti da sclerodermia, specialmente quando si presentano contemporaneamente altri fattori di rischio per l’osteoporosi.

Bigliografia :

Fonti :

gio 26 settembre 2013
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