Rimodellamento tissutale fuori controllo nell’obesità

Il processo di autofagia del tessuto adiposo sembra essere difettoso in presenza di un eccesso di peso corporeo. Nuove evidenze sul ruolo di questa funzione da studio sull’animale e sull’uomo.

Nuove evidenze sperimentali indicano i processi di rimodellamento del tessuto adiposo come una fondamentale causa dei disordini metabolici associate al sovrappeso.

Stiamo parlando del meccanismo di autofagia, un’attività catabolica che ha luogo all’interno delle cellule e regola una miriade di funzioni cellulari, tra cui il riciclo dei costituenti stessi della cellula, la disponibilità nutrizionale dei tessuti e il loro differenziamento.

Recenti evidenze hanno dimostrato come questa attività fondamentale del tessuto adipose risulti significativamente aumentata nei soggetti obesi e questa situazione sembra correlare con lo sviluppo della resistenza all’insulina, cioè uno dei sintomi precedenti il diabete.

In questa situazione, la riduzione del peso corporeo costituisce la prima arma di difesa contro l’ingravescenza del disordine metabolico. Tuttavia, non si conosce l’impatto del calo ponderale sul meccanismo stesso autofagico.

Nuove evidenze guingono da uno studio condotto dai ricercatori brasiliani dell’Università di Campinas, i quali hanno potuto descrivere l’impatto della riduzione del peso corporeo sui meccanismi di rimodellamento tissutale sia nel modello animale che nell’uomo.

Per fare questo, il team di scienziati ha utilizzato un modello animale sperimentalmente indotto a sviluppare il sovrappeso destinandolo ad un programma di restrizione calorica. In questo modo, gli autori hanno potuto monitorare un cambiamento nei marker dell’autofagia, inizialmente elevati e successivamente modificati in seguito al trattamento.

In seguito ad un nuovo stimolo dell’aumento di peso attraverso l’alimentazione, il processo di autofagia riprendeva una stabile attivazione.

Nella seconda parte dello studio, i ricercatori hanno analizzato l’attività autofagica in campioni di tessuto adiposo estratto da soggetti obesi diabetici e non, prima e a distanza di un anno dall’intervento di chirurgia bariatrica.

A conferma dei risultati osservati nell’animale, l’obesità umana correlava con un significativo aumento dell’autofagia del tessuto adiposo e, analogamente al modello animale, in seguito alla riduzione del peso, l’attività risultava attenuata.

In conclusione, lo studio ha dimostrato una forte correlazione tra questo processo cellulare e il consumo eccessivo di calorie con la dieta, dimostrando così un link diretto tra obesità e lo sviluppo dei disordini metabolici ad essa associati.

Bigliografia :

Fonti :

gio 5 dicembre 2013
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