Prevenzione fratture nell’anziano: vitamina D essenziale

Un nuovo consensus dell’American Geriatrics Society stabilisce essenziale il ruolo della vitamina per la prevenzione delle fratture da fragilità nell’anziano e delle loro conseguenze.

Il mantenimento dei livelli bioattivi di vitamina D sono indispensabili per la prevenzione delle fratture ossee nell’anziano dovute alle cadute.

È questo il recente messaggio lanciato da un gruppo di rappresentanti dell’American Geriatrics Society e rivolto prevalentemente ai medici di medicina generale, sostanzialmente mirato a diffondere la consapevolezza della rilevanza dell’assunzione di quantità adeguate di vitamina D in tutte le sue forme da parte dell’anziano, sia attraverso la dieta oppure attraverso la sintesi endogena stimolata dall’esposizione solare.

L’obiettivo è infatti quello di ridurre l’incidenza delle fratture ossee da fragilità dovute a cadute, le quali rappresentano una causa di estrema disabilità e, spesso, conducono ad una condizione irreversibile di non-autosufficienza e declino generale della qualità di vita.

Le nuove indicazioni sono il frutto di un attento esame della produzione scientifica degli ultimi anni focalizzata sulla prevenzione clinica delle fratture osteoporotiche nella popolazione geriatrica.

Secondo il recente comunicato, gli adulti a maggiore rischio di cadute dovute a fragilità dovrebbero mantenere una concentrazione sierica del metabolita 25-idrossi vitamina D (25(OH)D) non inferiore a 30 ng/mL (75 nmol/L).

Gli autori hanno infine sottolineato come questo obiettivo possa essere raggiunto facilmente e in tutta sicurezza, senza la necessità evidente di eseguire misurazioni della concentrazione di 25(OH)D, a meno che non siano presenti condizioni che favoriscano il rischio di ipercalcemia, come insufficienza renale, alcune forme tumorali o sarcoidosi.

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Fonti :

lun 20 gennaio 2014
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