Prevenire l’emicrania con gli anticorpi: presto una realtà

Due studi indipendenti confermano l’efficacia di una terapia per la prevenzione dell’emicrania basata sull’uso di anticorpi diretti verso lo stesso bersaglio. Nuove speranze per le persone perseguitate dal disturbo.

Prevenire l’insorgenza degli attacchi di emicrania con un trattamento a base di anticorpi. Questa la proposta recentemente avanzata da diversi gruppi di ricerca e testata ultimamente da due studi indipendenti con risultati positivi.

Queste esperienze rappresentano i primi tentativi di impiegare un tale approccio basato sull’impiego di anticorpi monoclonali per prevenire il manifestarsi del disturbo. Entrambe le immunoglobuline testate sono dirette verso lo stesso bersaglio, il recettore del peptide simile alla calcitonina CGRP, un target relativamente nuovo nello sviluppo di nuovi farmaci antimicranici, ritenuto giocare un ruolo centrale nella fisiologia del disordine.
Entrambi gli studi in questione sono fase due, ciò significa che ulteriori studi basati su campioni più vasti di partecipanti saranno richiesti per confermare questi risultati preliminari incoraggianti.

Nel primo di questi studi, 163 partecipanti affetti da emicrania cronica venivano assegnati ad un trattamento placebo oppure ad un farmaco anticorpale e venivano seguiti per 24 settimane. Questi ultimi presentavano così una riduzione pari al 66% degli attacchi mensili a cui erano abituati, tipicamente 14.

Simili risultati nel secondo studio, nel quale un simile farmaco somministrato in forma di iniezione sottocutanea bisettimanalmente produceva una riduzione pari al 63% degli attacchi mensili di emicrania. Quest’ultimo trattamento, tuttavia, si accompagnava a maggiori effetti collaterali, tra cui dolore nel punto di iniezione e addominale, così come una predisposizione ad infezioni delle vie respiratorie.

In conclusione, la direzione indicata da questi studi sembrerebbe aprire una nuova strada nello sviluppo di farmaci preventivi per gli attacchi di emicrania e decisamente nuove speranze per gli individui affetti da questa condizione cronica.

Bigliografia :

Fonti :

dom 11 maggio 2014
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