Pnei e Cute. Lo stress fa venire la “pelle d’oca”

La via biochimica dello stress permette una visione scientifica della connessione tra emozione e corpo, confermando il principio dell’unità psicosomatica.

La cute come sistema immunitario, neuroendocrino e il modello PNEI sono argomenti ben conosciuti dai dermatologi e l’importanza del sistema dello stress in questa branca è oggi ampiamente riconosciuta.

La cute è esposta sia a stressori esterni che interni ed è plasticamente un network pnei: non può essere studiata separando cellule e sistemi. Attraverso la pelle comunichiamo, abbiamo contatti, possiamo mostrarci, nasconderci, arrossire, rabbrividire: è la cartina di tornasole di ognuno di noi.

La cute, a partire dal suo strato più esterno, l’epidermide, è innervata da una rete di fibre nervose, sensoriali e simpatiche, che garantiscono il collegamento con il midollo spinale e il cervello. Le simpatiche scaricano stress ed emozioni sulla pelle: sono loro per esempio che, con il rilascio di adrenalina e/o acetilcolina, ci fanno “venire la pelle d’oca”, drizzare i peli, che ci gelano o ci fanno arrossire.

Le sensoriali trasmettono informazioni cruciali al cervello come caldo freddo, tatto, pressione. Ma le fibre sensoriali fanno di più, liberano neuropeptidi (NGF, SP, CGRP Somatostatina e altri) che hanno come bersaglio le cellule immunitarie presenti nella cute: innanzitutto le cellule mastoidi che sono delle vere e proprie bombe infiammatorie, piene di sacchetti di sostanze vasoattive e infiammatorie, tra cui istamina, che, una volta liberate nel sangue e nel tessuto, alterano la struttura della pelle.

È possibile quindi produrre infiammazione cutanea direttamente per via nervosa e quindi emozionale. Questa è la solida base scientifica della psiconeuroendocrinoimmunologia dermatologica.

http://www.mariacorgna.it/Index.asp

Bigliografia :

Fonti :

mar 21 gennaio 2014
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