Patologie cardiovascolari in calo a livello globale

La mortalità per cause cardiovascolari si è sensibilmente ridotta nella maggior parte dei paesi industrializzati mentre l’incidenza di disordini metabolici, primo fra tutti il diabete, sembra crescere costantemente.

La mortalità per cause cardiovascolari si è sensibilmente ridotta nella maggior parte dei paesi industrializzati mentre l’incidenza di disordini metabolici, primo fra tutti il diabete, sembra crescere costantemente.

Questa la conclusione di un recente studio internazionale guidato dai ricercatori del dipartimento di epidemiologia e biostatistica dell’Imperial College di Londra e condotto in associazione all’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) di Ginevra e la Harvard School of Public Health di Boston.

L’analisi ha esaminato il trend nella diffusione dei principali fattori rischio cardiovascolare (obesità, ipertensione, dislipidemie e fumo) tra gli anni 1980 e 2009 e il loro ruolo nell’incidenza di mortalità per cause cardiometaboliche in 26 paesi industrializzati. Lo studio ha rilevato che la mortalità per cause cardiometaboliche si è sensibilmente ridotta in tutte le realtà considerate, con un tasso di declino annuale minimo inferiore all’1% in Messico fino ad un massimo di 5% in Australia.

Complessivamente, in tutti i paesi, la variazione nella diffusione dei fattori di rischio speigava una riduzione nella mortalità per cause cardiometaboliche pari a ∼48% e ∼40% negli uomini e donne, rispettivamente, di cui l’impatto più marcato è risultato in paesi come Finlandia, Svizzera, Nuova Zelanda, Francia e Italia, ma meno pronunciato in Messico, Portogallo, Giappone. In particolare, il contributo della riduzione nella diffusione dei fattori di rischio alla mortalità risultava decisamente più significativa tra gli uomini che tra le donne in USA, Canada e Olanda.

In conclusione, nella maggior parte dei paesi industrializzati, la mortalità per cause cardiovascolare sembra essersi ridotta significativamente nelle ultime tre decadi, principalmente come conseguenza dell’attuazione di politiche sanitarie di prevenzione. Tuttavia, gli autori hanno registrato un preoccupante aumento nell’incidenza di disordini metabolici e della mortalità ad essi legata, proprio in questi paesi. L’altra faccia della medaglia si potrebbe dire, è cioè una conseguenza di stili di vita più sedentari ed eccessiva assunzione di calorie attraverso l’alimentazione.

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Fonti :

mer 12 giugno 2013
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